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VERSO LE REGIONALI. L’aspirante governatore del Partito democratico in centro per incontrare i cittadini
«Bassano può essere capitale di uno sviluppo sostenibile»
Giuseppe Bortolussi: «La città è forte sotto il profilo turistico ed ecologico e può diventare il modello di un’economia verde»
«Il Bassanese è un’area molto forte sotto il profilo produttivo ma anche sotto l’aspetto ecologico e turistico. Questa è una delle più belle città che io conosca e potrebbe diventare la capitale di un’economia verde». Il suo progetto è quello di un Veneto votato all’ecologia, al turismo e Bassano, lascia intendere Giuseppe Bortolussi, ha tutte le carte in regola per diventare un modello di sviluppo sostenibile. È questo il messaggio lanciato al comprensorio dal candidato del Partito democratico alla presidenza della Regione, ieri mattina in centro per un faccia a faccia con i simpatizzanti, i giornalisti e con il sindaco Stefano Cimatti, che ha voluto portargli i suoi saluti. Dopo l’incontro a Mussolente con gli agricoltori della zona, Bortolussi è giunto nella sala Tolio di via Da Ponte dove, affiancato dai candidati locali Mauro Beraldin e Claudio Rizzato, ha parlato con schiettezza agli elettori, senza nascondere le difficoltà di una sfida il cui esito molti danno già per scontato. «Probabilmente a governare saranno loro - ha detto, riferendosi al Carroccio - Zaia non è invincibile ma usa metodi sbagliati: sta facendo la campagna elettorale da ministro e rifiuta il confronto, impedendo quindi anche a me, con la sua assenza, di poter andare in televisione. Con questi trucchi la campagna elettorale risulta dopata». Il candidato del Pd ha poi accusato gli avversari di distorcere la realtà ed ha snocciolato le questioni che da tempo attendono una soluzione. «In Veneto manca la prima infrastruttura immateriale, ossia la programmazione - ha rimarcato - non ci sono il piano sanitario, il piano per l’energia rinnovabile e il Ptrc. Il piano delle acque invece è stato fatto, ma è rimasto lettera morta». «Alcuni mi dicono di voler cambiare e di essere quindi decisi a votare Lega. Ma se i leghisti sono al governo da anni! - ha sottolineato poi - il Carroccio afferma che cambierà lo statuto della Regione in sei mesi; perché non l’hanno fatto in questi dieci anni? Chi dice “Vojo cambiare, stavolta voto Lega, secondo mi non gà capìo niente"». L’assessore veneziano ha inoltre messo in guardia il suo uditorio sull’utilizzo di strumenti come il project financing per la realizzazione di opere pubbliche. Un trucco con il quale, a suo avviso, i cittadini pagano due volte le infrastrutture. «Noi inviamo al governo centrale circa 6 miliardi netti, molto più di quanto riceviamo - ha spiegato -. Questi soldi però non vengono riutilizzati per creare strade e ospedali. E quindi si debbono fare i project financing. Questo sta succedendo anche con la Pedemontana che, per un tratto, correrà su un tracciato vecchio dove ora viaggiate gratis e sul quale poi pagherete un pedaggio». Per il futuro del Veneto, Bortolussi sogna lo sviluppo di un’economia verde, badata sullo sfruttamento delle energie alternative, sulla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e sulle ricchezze ambientali ed enogastronomiche. «La piccola impresa dovrà essere aiutata - ha concluso - eliminando la burocrazia e facendo funzionare i trasporti». Prima di proseguire alla volta di Rosà, Nove, Thiene e Marostica, Bortolussi ha chiuso la visita a Bassano con la deposizione di una corona d’alloro in viale dei Martiri. C.Z.
Il Giornale di Vicenza, Mercoledì 17 Marzo 2010 BASSANO Pagina 33 |
BORTOLUSSI "Al Veneto manca la prima infrastruttura immateriale: la programmazione. Lo Statuto non è stato adeguato, mancano pezzi al Ptrc, non c’è il..."
di Raffaella Forin
«Al Veneto manca la prima infrastruttura immateriale: la programmazione. Lo Statuto non è stato adeguato, mancano pezzi al Ptrc, non c’è il piano socio-sanitario, quello energetico basato sulle fonti rinnovabili, quello per le cave e per i rifiuti, ma anche per il commercio e il turismo, una delle principali risorse. Senza queste linee guida come fa la Regione a svilupparsi?» Giuseppe Bortolussi, candidato alla presidenza del Veneto per il Centrosinistra, non risparmia critiche a chi ha governato finora, in particolare alla Lega Nord che «in dieci anni non ha fatto quello che ora promette di fare a breve; di sicuro sa distorcere la realtà». «Ma il suo candidato Zaia non è invincibile, nonostante possa disporre di mezzi 30 volte superiori ai nostri - aggiunge - Essendo ministro in carica, compare sui mass media quando vuole, ma evita il confronto con gli avversari, impedendo loro di avere spazio e visibilità. Ecco perché definisco questa campagna elettorale dopata». Nella sua giornata dedicata al Bassanese, iniziata a Mussolente con gli agricoltori, l’aspirante governatore pone l’accento sui temi dell’impresa, del lavoro e della qualità della vita. Nella tappa cittadina, dopo essere stato presentato da Claudio Rizzato e Mauro Beraldin, due degli otto candidati Pd alle regionali, Bortolussi fa il punto della situazione sul Veneto e indica le proprie priorità. «La Lega che parla di federalismo cos’ha fatto per la nostra Regione se a fronte di sei miliardi di euro netti che lasciamo ogni anno a Roma, in cambio otteniamo solo briciole, mentre c’è chi, come la Sicilia, riesce a portare a casa molto di più - attacca - e poi attenti al trucco dei project-financing. Ci fanno credere che con questo sistema i soldi ritornano alla comunità, in realtà le infrastrutture come la Pedemontana le paghiamo due volte: con il progetto di finanza, appunto, e con i versamenti al governo centrale che dovrebbero servire alla realizzazione di strade e servizi. E poi qualcuno è convinto che per passare al cambiamento bisogna votare Lega». Quindi sposta l’attenzione sul suo progetto per il Veneto che ha nell’economia ecologica uno dei principali punti di forza. «Dico no al nucleare, agli inceneritori e ai termovalorizzatori - afferma - Il Veneto è ricco di risorse ed è su queste che dobbiamo investire, soprattutto puntando sulle energie rinnovabili: idroelettrica, pannelli fotovoltaici, biomasse, sperimentazione a idrogeno già attiva a Porto Marghera. Penso ad un’economia verde che recuperi i centri storici e risparmi il territorio, che tenga conto della piccola impresa, quella a conduzione familiare. Il 95 per cento delle aziende ha meno di dieci addetti ma garantisce l'80 per cento dei nuovi posti di lavoro all'anno». Ad ascoltare il candidato anche il sindaco Stefano Cimatti. «Indipendentemente dal risultato - osserva il primo cittadino - Bortolussi rimarrà un punto di riferimento per Bassano che sta avviando un progetto sulle energie alternative».
Il Gazzettino, Mercoledì 17 Marzo 2010 |

CREAZZO / TAGLI ALLA MECC ALTE. Rizzato (Pd): "La Regione tuteli lavoratori e famiglie"
La Regione Veneto tuteli i lavoratori e le loro famiglie, impiegati alla Mecc Alte di Creazzo. È questa la forte richiesta mossa ieri in un interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale veneta dal consigliere vicentino Claudio Rizzato. «La proprietà della Mecc Alte di Creazzo, leader a livello internazionale nella produzione di alternatori sincroni», spiega il consigliere regionale del Pd, «avrebbe annunciato il taglio di 80 dei trecento dipendenti. Per contestare tale ipotesi i lavoratori hanno attuato nei giorni scorsi alcune ore di sciopero, che hanno visto la presenza di operai e impiegati assieme ai rappresentanti sindacali». I lavoratori contestano alla proprietà i licenziamenti, essendoci ancora ammortizzatori sociali da poter utilizzare. L’azienda, infatti, ha utilizzato la cassa integrazione ordinaria per 13 delle 52 settimane a disposizione. «Finora», aggiunge il consigliere regionale Claudio Rizzato, «è mancato un tavolo di discussione tra le parti per valutare soluzioni diverse dai licenziamenti o riduzioni salariali». Alla luce di questo il consigliere regionale vicentino chiede alla giunta e all’assessore regionale al Lavoro «quali azioni intendano mettere in atto per scongiurare i licenziamenti presso la Mecc Alte di Creazzo e spingere la proprietà ad utilizzare gli ammortizzatori sociali; se intendano promuovere con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti per individuare ogni possibile intervento al fine di mantenere i livelli occupazionali in una provincia già duramente colpita dalla crisi economica in atto».
Il Gazzettino, domenica 14 Marzo 2010. Ed: VICENZA. Pagina: 9
CREAZZO Gli esuberi alla Mecc Alte, la questione in Regione
Il consigliere regionale del Pd Claudio Rizzato ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale e all’assessore al lavoro, Elena Donazzan, sul caso della Mecc Alte di Creazzo. «La proprietà della Mecc Alte - scrive Rizzato - leader a livello internazionale nellaproduzione di alternatori sincroni, avrebbe annunciato il taglio di 80 dei trecento dipendenti. Per contestare tale ipotesi i lavoratori hanno attuato nei giorni scorsi alcune ore di sciopero, che hanno visto la presenza di operai e impiegati assieme ai rappresentanti sindacali. Alla proprietà viene contestata l’ipotesi dei licenziamenti essendoci ancora ammortizzatori sociali da poter utilizzare, basti pensare che nell’ultimo anno l’azienda ha utilizzato la cassa integrazione ordinaria per 13 delle 52 settimane a disposizione. È mancato finora un tavolo di discussione tra le parti per valutare soluzioni diverse dai licenziamenti o riduzioni salariali». Rizzato chiede alla giunta regionale quali azioni si intenda mettere in atto “per scongiurare i licenziamenti alla Mecc Alte di Creazzo e spingere la proprietà ad utilizzare gli ammortizzatori sociali”. Chiede inoltre se si intenda “promuovere con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti per individuare ogni possibile intervento”.
Il Giornale di Vicenza, Martedì 16 Marzo 2010 PROVINCIA Pagina 29 |

Crisi "Mecc Alte" di Creazzo (VI): interrogazione Rizzato in Regione
(Arv) Venezia 12 mar. 2010 - Il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Rizzato ha presentato un'interrogazione "a risposta immediata" per sapere quali azioni intenda mettere in atto la Giunta veneta per scongiurare i licenziamenti presso la "Mecc Alte" di Creazzo (VI) e spingere la proprietà ad utilizzare gli ammortizzatori sociali. "L'azienda a proprietà della "Mecc Alte" di Creazzo (VI), leader a livello internazionale nella produzione di alternatori sincroni - rileva il consigliere - avrebbe annunciato il taglio di 80 dei trecento dipendenti. Poiché l'azienda ha utilizzato la cassa integrazione ordinaria solo per 13 delle 52 settimane a disposizione è necessaria l'apertura di un tavolo regionale di confronto tra le parti per individuare ogni possibile intervento al fine di mantenere i livelli occupazionali in una provincia già duramente colpita dalla crisi economica in atto". GAG/bf |

VALBRENTA. Convegno a Carpanè del Pd che attacca la Regione. "5 progetti nel cassetto"
di Roberto Lazzarato
«È una campagna elettorale, quella regionale, nella quale si parla tanto di complotti e di democrazia a rischio, ma poco di programmi e dei problemi reali della gente», ha ricordato Ruggero Rossi, coordinatore del circolo Pd «Canal di Brenta», introducendo l'incontro, ieri sera, a Palazzo Guarnieri. Carenza di servizi, un territorio che si sta spopolando, una viabilità non al passo con i tempi, una crisi economica che sta mettendo in difficoltà le poche attività economiche presenti. Temi ai quali hanno tentato di dare risposta i consiglieri regionali Claudio Rizzato e Giuseppe Berlato Sella e provinciale Mauro Beraldin, candidati per la Regione nelle liste del Pd. Dito puntato di Rizzato, in apertura, sul ministro Zaia «che scende in campagna elettorale con grande spiegamento di mezzi, senza dimettersi dal Governo», per passare poi alla crisi che attraversa il Paese ed il Veneto, «130.000 veneti che hanno perso il posto di lavoro» e la necessità di una svolta, «che non può essere quella della Lega, che ha ostacolato ogni istanza del territorio», con il Consiglio Regionale che ha brillato per «la litigiosità tra Pdl e Lega - ha rincarato Berlato Sella - frenandone i lavori». Positiva per Berlato Sella la scelta di schierare Mauro Beraldin, «uno che conosce i problemi della zona». «Bisogna creare le condizioni per migliorare la qualità della vita della gente - ha spiegato Beraldin -. Nel campo del lavoro la Regione deve avere un ruolo attivo per sostenere le aziende, programmare la formazione dei lavoratori, favorire la ricerca eil rispetto delle norme». In Valbrenta «ci vogliono investimenti per creare opportunità - ha insistito Beraldin -. Trasferimenti di risorse per il territorio montano, per chi ci abita, per l'economia locale, creando le condizioni per migliorare la qualità della vita, favorendo la permanenza in loco degli abitanti». Sulla variante della superstrada, «sono mesi che sono state depositate le 5 proposte e la Regione non si muove, e qui la gente aspetta una soluzione da 40 anni. Ci dobbiamo battere perchè i lavori partano quanto prima e cogliere l'occasione per ridisegnare il tratto vicentino della Valsugana, migliorando la viabilità esistente, prolungando la galleria a nord fino alla Lupa e evitando lo scempio di S. Marino».
Il Gazzettino, Domenica 7 Marzo 2010. |
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SANITA'. Importante tavola rotonda ieri mattina sull’argomento
Infermieri, si cambia. Ma c’è strada da fare
"Nuova legge regionale da tradurre in linee-guida"
Infermiere professionista della salute. Una rivoluzione a metà. Il salto di qualità è avvenuto, anche se qualcuno rimpiange il vecchio mansionario, ma la definitiva valorizzazione ancora non c’è. Su questo tema la tavola rotonda organizzata ieri mattina al centro congressi della Confartigianato dal collegio Ipasvi, per coinvolgere, dice il presidente Gianmaria Fanchin, Ulss, associazioni dei diritti dei malati, politici. Punto di partenza la legge regionale 352 approvata a Venezia nell’ultima riunione del consiglio, che istituisce le direzioni aziendali delle professioni sanitarie non mediche. «Ora - rileva Vittorino Cenci (Lega Nord) - occorre tradurre la legge in linee-guida applicative, perché entri negli atti aziendali». Aggiunge Marcello Bozzi della Federazione nazionale Ipasvi: «Bisogna definire ruoli e responsabilità dentro il contratto di lavoro su due binari: il coordinamento dell’attività assistenziale con i caposala e la dirigenza». Il riconoscimento di una organizzazione autonoma diventa anche il punto di partenza verso nuovi orizzonti: unità semplici, è la proposta del segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, guidate da infermieri (ad esempio, nei gruppi operatori); e infermiere di famiglia come fulcro, spiega Eleutherios Prezalis (Pdl), della continuità assistenziale, per servire meglio il territorio. Prima però urge risolvere i problemi cronici di oggi. In provincia di Vicenza ci sono 5.300 infermieri (nel Veneto 32 mila), 5 ogni mille abitanti, quando in Inghilterra la proporzione sale a 15 per mille. «Non possiamo permetterci - dice Fanchin - di sottoutilizzare l’infermiere con servizi di carattere domestico-alberghiero che non hanno alcuna ricaduta sulla salute». Il viatico, denuncia Claudio Rizzato (Pd), non possono però essere i tagli sul personale: «All’Ulss 6 i dipendenti hanno 90 mila giornate di ferie non fatte e migliaia di ore straordinarie non pagate». Il grido di allarme viene pure da Pino Rossi (Udc): «Nel Veneto mancano 2 mila infermieri. La valorizzazione passa attraverso la creazione di un albo professionale». Un grosso problema: il saldo del turnover è sempre più in negativo. Lo rimarca il dg Valerio Alberti. Il numero chiuso delle scuole universitarie è una palla al piede: «Gli atenei ci devono ascoltare. Bisogna aprire sezioni periferiche». C’è poi il pianeta case di riposo dove la situazione è ancora più drammatica. Pullulano di stranieri. Un lavoro usurante. «Ci vorrebbe una rotazione», invoca Rizzato. F.P.
Il Giornale di Vicenza, Domenica 07 Marzo 2010 CRONACA Pagina 20
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ELEZIONI REGIONALI. Fallito il tentativo di confronto tra i tre candidati alla presidenza veneta organizzato dal Cupla
Zaia snobba i pensionati Bortolussi idem, c’è De Poli
di Antonio Trentin
Davanti a commercianti, artigiani e agricoltori a riposo si presenta solo il candidato centrista. E mancando il leghista, anche il leader del centrosinistra non si fa vedere
Questa è la cronaca di un dibattito a tre che non c’è stato. Uno dei pochi (...se i protagonisti ci fossero stati tutti) tra aspiranti “governatori” veneti nella campagna elettorale vicentina per la Regione. Incentrato su cose serie e non sul parolaismo tra politici. Organizzato dai rappresentanti almeno teorici di 300 mila pensionati del lavoro autonomo. Un non-dibattito diventato lezione perfetta da raccontare su come va la campagna elettorale per Venezia: scarsi incroci, o nessuno, tra i leader; manifestazioni solo in casa amica, dove sono scontati gli applausi e non c’è contraddittorio; rifiuto del confronto pubblico davanti agli elettori. Organizzava all’Alfa Fiera il Comitato unitario tra le sigle dei lavoratori autonomi a riposo (Cupla): commercianti, artigiani e agricoltori di otto organizzazioni regionali, senza precise caratterizzazioni partitiche, ed evidentemente snobbate per questo. I temi erano quelli che interessano la “terza età” attiva e le famiglie di e con anziani: pensioni, assistenza socio-sanitaria, liste d’attesa in ospedale, cura dei non-autosufficienti. Gli invitati erano i tre leader delle coalizioni che si scontrano per il consiglio regionale: Luca Zaia leghista del centrodestra, Giuseppe Bortolussi capofila del centrosinistra e Antonio De Poli centrista dell’Udc. È arrivato solo il terzo, in ritardo di un’ora e un quarto, quando i presenti del Cupla sbuffavano già da parecchio. Ma almeno è arrivato, scusandosi mentre andava a sedersi accanto al coordinatore del Comitato, Lino Ferrin. Il ministro-candidato Zaia aveva già fatto sapere che non sarebbe arrivato: «Rifiuta qualsiasi dibattito, ha scelto di farlo fin dall’inizio, va solo dove nessuno gli obietta niente» ha raccontato De Poli. Ferrin ha aggiunto: «Gli avevamo chiesto almeno un parere scritto sui nostri temi, ma non ha mandato neanche quello». Bortolussi fino alla vigilia aveva un posto al tavolo, poi anche lui è sparito. «Questioni personali nei confronti di altri candidati» ha riferito un dichiaratamente arrabbiato Ferrin alla platea degli autonomi pensionati che straboccava in sala. Traducendo liberamente: “Se non viene Zaia perché fa il prezioso, non vengo neanch’io”. Come supplente Bortolussi aveva indicato il consigliere regionale Claudio Rizzato, che aveva accanto i colleghi candidati del Pd Giuseppe Berlato Sella e Stefano Fracasso. E così la triangolazione di pareri è saltata, con il Cupla rimasto a secco di notizie da parte del vincitore pronosticato della poltronissima veneta, con Bortolussi accomunato nel fastidio e con De Poli protagonista in extremis sulla scena. Sia il candidato dell’Udc sia Rizzato sono stati comunque in piena sintonia con le richieste dei pensionati Cupla. Da versanti concorrenti hanno convenuto sull’importanza delle tre cose chieste dai pensionati del lavoro autonomo. Primo: un adeguamento delle pensioni che «con il calo del Pil al quale sono agganciate le “minime” in gennaio hanno perso 29 euro» ha citato De Poli). Secondo: sulla necessità di salvaguardare il modello socio-sanitario veneto «che con l’elezione di Zaia sarebbe in pericolo, perché la Lega è stata sempre il principale ostacolo in Regione all’ampliamento dei diritti sociali dei cittadini» ha commentato il candidato democratico. Terzo: sull’urgenza di mettere in funzione e finanziare («con 4-500 milioni di euro in più» ha detto l’onorevole-candidato centrista) la legge-quadro sulle non-autosufficienze, a difesa della “quarta età” in difficoltà e delle famiglie che seguono i nonni di casa o pagano a care rette i letti nelle case di riposo.
Il Giornale di Vicenza, mercoledì 03 Marzo 2010. CRONACA Pagina 16 |
SCADUTO IL TERMINE. Presentate le squadre per fine marzo: nel Vicentino 120 concorrenti
Quindici liste di partito in appoggio a sette candidati presidenti
di Antonio Trentin
Il sistema proporzionale fa accantonare le ipotesi di semplificazione Per un posto a Venezia basta meno del 2% e così ci provano in tanti
Hai voglia a dire bipolarismo, semplificazione della politica, riduzione di sigle e simboli, tendenziale bipartitismo... Quando arrivano le elezioni che permettono a tutti di sperare in almeno un posto in vista - grazie al sistema di assegnazione proporzionale dei seggi - il bouquet dei partiti e partitini torna a fiorire rigoglioso. Per arrivare in Regione - magari da piccolisssima e isolata minoranza - potrebbe bastare anche solo un 1,7-1,8% raccolto tra tutte le province venete. Ed ecco che il numero delle liste presentate per la gara di fine marzo schizza all’insù: per il Vicentino ne sono state presentate quindici. Più una arenatasi sullo scoglio della raccolta-firme (quella radicale) e un’altra provocatoriamente proposta senza nessun appoggio popolare (quella dei venetisti “etnici”). Tra venerdì e ieri a mezzogiorno la sfilata davanti al cancelliere del tribunale - che a Santa Corona verbalizzava nomi e numeri delle candidature vicentine ora alla verifica dei giudici - ha totalizzato una consegna di incartamenti (moduli di firme e certificati che le convalidano) pari a un paio di metri cubi. Le quindici liste presentate valgono in tutto 120 concorrenti, non tutti vicentini perché qualche listarella minore ha dovuto chiedere prestiti altrove. Gli aspiranti effettivi all’ingresso in consiglio regionale non sono più di una ventina. A CENTRODESTRA. Nessuna sorpresa dell’ultima ora nella coalizione largamente preponderante nei numeri del Vicentino. È confermato il tris di squadre che fanno coalizione per Luca Zaia presidente. La Lega Nord si presenta con i suoi tre uscenti da Palazzo Ferro-Fini (Ciambetti, Finozzi, Meggiolaro) e con l’aspirante scledense Orsi, i contendenti bassanesi Finco e Ronchi, l’outsider titolato Vascon e la possibile sorpresa Borò. Il Pdl alle due “dame consiliari” uscenti Donazzan e Fontanella aggiunge almeno tre altri pretendenti plausibili (Pasinato, Qualarsa, Toniolo) e ha trovato nel post-aennista asiaghese Modesto Basso l’ultimo nome che mancava alla lista. La neonata Adc-Dc è capitanata da Bontorin (ex-Udc) con Gattolin (ex-Veneto Ppe) e Sambugaro (Dc). A CENTROSINISTRA. Il ventaglio dei sostenitori di Giuseppe Bortolussi anti-Zaia è numericamente il doppio di quello che ha aperto il centrodestra. Sono infatti sei le liste imperniate sul Partito democratico, che ripropone gli uscenti Berlato Sella e Rizzato e li mette in gara con l’arzignanese Fracasso, il bassanese Beraldin e la zanediense Ruffato. Da sinistra arrivano tre formazioni che confidano in posti regionali vinti fuori Vicenza: la federazione Prc-Pdci-Socialismo 2000, l’Idea Veneto che ha dentro parte dei Verdi e la Sinistra-Sel fatta di ex-diessini e socialisti con l’appoggio del resto dei Verdi. Gli alleati dipietristi lanciano il capofila provinciale Rizzotto.Sul versante centrista-autonomista (e con il nome di Bortolussi nel marchio) il centrosinistra schiera un’altro gruppo neonato, la Liga Veneto autonomo, presente solo nel Vicentino. AL CENTRO. Il capo veneto dell’Udc De Poli ha trovato come alleati interni - inseriti nella lista scudocrociata, dove il battistrada è Grazia - parte di Movimento Veneto Ppe (il resto è passato con i berlusconiani e con Zaia nella lista Adc-Dc) e i rutelliani di Massimo Calearo. All’esterno l’operazione neocentrista di De Poli ha in appoggio solo l’Unione Nord Est dove si sono raccolti gruppi vari del venetismo e dove torna a spiccare Beggiato, “ex” della regione e di vari altri consigli. I VENETISTI. Oltre a Liga e Unione, due altri partiti venetisti si contendono il dissenso autonomista rispetto alla linea della Lega nord. Nel nome dell’Independensa corrono ex-lighisti capeggiati da Ivano Carollo, collegati all’ex-sindaco di San Bonifacio Polo. Come Partito nasional altri indipendentisti sono in squadra con capofila il montecchiano Ghiotto, fino a poche settimane fa ipotizzato come candidato governadòr e poi sostituito come numero 1 dal trevigiano Panto. Un terzo gruppo si è fatto avanti all’ultimo momento all’insegna dell’autogoverno regionale. Si richiama alle Venetie e però non ci sarà sulle schede elettorali. Il suo leader Loris Palmerini ha mandato nomi in tutti i tribunali, ma senza le regolari firme di sostegno: «Chiediamo di concorrere come minoranza nazionale ai sensi della legge tal dei tali» hanno dichiarato i presentatori. Sapevano in anticipo che il loro piccolo malloppo cartaceo sarebbe finito subito in archivio: «Intanto cominciamo così...». A DESTRA E SINISTRA. Le due ultime liste per fare quindici sono quelle dell’estrema destra fuori dal Pdl e dei contestatori anti-sistema partitico “da sinistra”. Forza Nuova ha trovato solo quattro candidati sugli otto possibili, collegati al listino regionale del veronese Caratossidis. Le 5 Stelle degli amici di Beppe Grillo fanno filiera con liste di altre province per sostenere il consigliere comunale trevigiano Borrelli nel tentativo di promozione a Venezia.
Il Giornale di Vicenza, Domenica 28 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 22 |
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