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IL CASO. La Lega vuole eliminarle, tra i democratici idee contrastanti
Autorità da abolire? Il Pd è spacc... Ato
Rizzato: «Noi i primi a volere le competenze alle Province». Ma Fracasso, Quero e Corò sono contro
«La legge “taglia-Ato” proposta da Manuela Dal Lago? Niente di nuovo, l’avevamo già prospettata noi del gruppo consigliere del Pd in Regione, un anno fa, con un progetto di legge ad hoc». A parlare è Claudio Rizzato, consigliere regionale del Partito democratico. Nessun fraintendimento, proprio lui: c’è un Pd veneto e vicentino che plaude all’idea - ora spinta dalla Lega in Parlamento, col Pd nazionale contrario - di eliminare le Autorità d’ambito che governano su acqua e rifiuti, e che vuole far passare le competenze alle Province. Quando la deputata del Carroccio Manuela Dal Lago ha presentato alla commissione Affari costituzionali della Camera l’emendamento che va in questa direzione (poi approvato), a molto avrà pensato ma non che avrebbe scosso il ventre del Pd. Ma tant’è. C’È UN PD SALVA-ATO. Perché se oggi Rizzato rivendica una sorta di “primogenitura” sulla proposta tagli-autorità, non più tardi di ieri (su queste colonne) erano altri due “big” di area Pd - il candidato consigliere regionale Stefano Fracasso e il neopresidente dell’Ato Bacchiglione Giancarlo Corò - a bocciarla sonoramente, come hanno fatto i deputati Pd in commissione parlamentare. Fracasso difende le Ato come luogo in cui i sindaci esercitano il loro ruolo di controllori e regolaratori; Corò giudica inopportuna una riforma in questo momento, nel quale la sopravvenuta legge 166 (che apre alla gestione privata dell’acqua) crea una tale incertezza che la presenza di un’Ato autorevole diventa necessaria. MA IL PD IN REGIONE... «Ma non è questa la linea del partito in Veneto», ribatte ora Rizzato. Carta canta, dice, e da tempi non sospetti. «Il progetto di legge 402 che abbiamo presentato in Regione un anno fa prevede il superamento delle Ato e l’attribuzione delle loro funzioni alle Province: il governo del ciclo idrico e dei rifiuti dovrebbe poi essere effettuata attraverso un comitato direttivo presieduto dal presidente della Provincia e composto dall’assemblea dei sindaci». Il testo - che «fu presentato in scia alla Finanziaria 2007 (governo Prodi) che incaricava le Regioni di riorganizzare il governo di acqua e rifiuti» - è del «primo aprile 2009». Non è un “pesce”, assicura Rizzato, ma rischia di farsi imbarazzante per il partito. “NESSUNO ESCLUSO” SBOTTA. Anche perché la cacofonia in salsa democratica non finisce qui. Da un’altra sponda vicentina vicina a quell’area - il circolo “Nessuno escluso” fondato da Matteo Quero, consigliere provinciale Pd - arriva una pesantissima stroncatura del progetto Dal Lago. «La Lega - recita una nota - offre l’ennesima prova di una politica demagogica e irresponsabile. Se si aboliscono le Ato, l’effetto immediato sarà il blocco degli investimenti, creando così ulteriori difficoltà alle imprese e all’occupazione. La cosa più grave è che la Lega prima approva una legge che apre alla privatizzazione dell’acqua e poi propone di chiudere le Autorità per la regolazione pubblica dei servizi. In questa giungla normativa riusciranno a prevalere solo gli interessi dei più forti e di chi è colluso con la politica, a danno dell’efficienza, della trasparenza, senza contare l’aumento delle tariffe. Se la Lega vuole ridurre i costi della politica si impegni sulla riforma che tutti gli italiani aspettano: ridurre i parlamentari, i loro stipendi e privilegi, e cambiare legge elettorale. Promesse leghiste mai applicate in 16 anni di governo (quasi) ininterrotto». Una botta alla Lega. Ma fa male pure in casa Pd.
Il Giornale di Vicenza, Venerdì 26 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 20
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