headerphoto
SCADUTO IL TERMINE. Presentate le squadre per fine marzo: nel Vicentino 120 concorrenti. Quindici liste di partito in appoggio a sette candidati presidenti Stampa E-mail
Domenica 28 Febbraio 2010 08:24
palazzoferrofini 
SCADUTO IL TERMINE. Presentate le squadre per fine marzo: nel Vicentino 120 concorrenti
Quindici liste di partito in appoggio a sette candidati presidenti

di Antonio Trentin

Il sistema proporzionale fa accantonare le ipotesi di semplificazione Per un posto a Venezia basta meno del 2% e così ci provano in tanti

Hai voglia a dire bipolarismo, semplificazione della politica, riduzione di sigle e simboli, tendenziale bipartitismo... Quando arrivano le elezioni che permettono a tutti di sperare in almeno un posto in vista - grazie al sistema di assegnazione proporzionale dei seggi - il bouquet dei partiti e partitini torna a fiorire rigoglioso. Per arrivare in Regione - magari da piccolisssima e isolata minoranza - potrebbe bastare anche solo un 1,7-1,8% raccolto tra tutte le province venete. Ed ecco che il numero delle liste presentate per la gara di fine marzo schizza all’insù: per il Vicentino ne sono state presentate quindici. Più una arenatasi sullo scoglio della raccolta-firme (quella radicale) e un’altra provocatoriamente proposta senza nessun appoggio popolare (quella dei venetisti “etnici”). Tra venerdì e ieri a mezzogiorno la sfilata davanti al cancelliere del tribunale - che a Santa Corona verbalizzava nomi e numeri delle candidature vicentine ora alla verifica dei giudici - ha totalizzato una consegna di incartamenti (moduli di firme e certificati che le convalidano) pari a un paio di metri cubi. Le quindici liste presentate valgono in tutto 120 concorrenti, non tutti vicentini perché qualche listarella minore ha dovuto chiedere prestiti altrove. Gli aspiranti effettivi all’ingresso in consiglio regionale non sono più di una ventina.
A CENTRODESTRA. Nessuna sorpresa dell’ultima ora nella coalizione largamente preponderante nei numeri del Vicentino. È confermato il tris di squadre che fanno coalizione per Luca Zaia presidente. La Lega Nord si presenta con i suoi tre uscenti da Palazzo Ferro-Fini (Ciambetti, Finozzi, Meggiolaro) e con l’aspirante scledense Orsi, i contendenti bassanesi Finco e Ronchi, l’outsider titolato Vascon e la possibile sorpresa Borò. Il Pdl alle due “dame consiliari” uscenti Donazzan e Fontanella aggiunge almeno tre altri pretendenti plausibili (Pasinato, Qualarsa, Toniolo) e ha trovato nel post-aennista asiaghese Modesto Basso l’ultimo nome che mancava alla lista.
La neonata Adc-Dc è capitanata da Bontorin (ex-Udc) con Gattolin (ex-Veneto Ppe) e Sambugaro (Dc).
A CENTROSINISTRA. Il ventaglio dei sostenitori di Giuseppe Bortolussi anti-Zaia è numericamente il doppio di quello che ha aperto il centrodestra. Sono infatti sei le liste imperniate sul Partito democratico, che ripropone gli uscenti Berlato Sella e Rizzato e li mette in gara con l’arzignanese Fracasso, il bassanese Beraldin e la zanediense Ruffato. Da sinistra arrivano tre formazioni che confidano in posti regionali vinti fuori Vicenza: la federazione Prc-Pdci-Socialismo 2000, l’Idea Veneto che ha dentro parte dei Verdi e la Sinistra-Sel fatta di ex-diessini e socialisti con l’appoggio del resto dei Verdi. Gli alleati dipietristi lanciano il capofila provinciale Rizzotto.Sul versante centrista-autonomista (e con il nome di Bortolussi nel marchio) il centrosinistra schiera un’altro gruppo neonato, la Liga Veneto autonomo, presente solo nel Vicentino.
AL CENTRO. Il capo veneto dell’Udc De Poli ha trovato come alleati interni - inseriti nella lista scudocrociata, dove il battistrada è Grazia - parte di Movimento Veneto Ppe (il resto è passato con i berlusconiani e con Zaia nella lista Adc-Dc) e i rutelliani di Massimo Calearo.
All’esterno l’operazione neocentrista di De Poli ha in appoggio solo l’Unione Nord Est dove si sono raccolti gruppi vari del venetismo e dove torna a spiccare Beggiato, “ex” della regione e di vari altri consigli.
I VENETISTI. Oltre a Liga e Unione, due altri partiti venetisti si contendono il dissenso autonomista rispetto alla linea della Lega nord. Nel nome dell’Independensa corrono ex-lighisti capeggiati da Ivano Carollo, collegati all’ex-sindaco di San Bonifacio Polo. Come Partito nasional altri indipendentisti sono in squadra con capofila il montecchiano Ghiotto, fino a poche settimane fa ipotizzato come candidato governadòr e poi sostituito come numero 1 dal trevigiano Panto. Un terzo gruppo si è fatto avanti all’ultimo momento all’insegna dell’autogoverno regionale. Si richiama alle Venetie e però non ci sarà sulle schede elettorali. Il suo leader Loris Palmerini ha mandato nomi in tutti i tribunali, ma senza le regolari firme di sostegno: «Chiediamo di concorrere come minoranza nazionale ai sensi della legge tal dei tali» hanno dichiarato i presentatori. Sapevano in anticipo che il loro piccolo malloppo cartaceo sarebbe finito subito in archivio: «Intanto cominciamo così...».
A DESTRA E SINISTRA. Le due ultime liste per fare quindici sono quelle dell’estrema destra fuori dal Pdl e dei contestatori anti-sistema partitico “da sinistra”. Forza Nuova ha trovato solo quattro candidati sugli otto possibili, collegati al listino regionale del veronese Caratossidis. Le 5 Stelle degli amici di Beppe Grillo fanno filiera con liste di altre province per sostenere il consigliere comunale trevigiano Borrelli nel tentativo di promozione a Venezia.

Il Giornale di Vicenza, Domenica 28 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 22



Aggiungi questa pagina ai tuoi siti preferiti
Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Joomla Free PHP