|

VALBRENTA. Convegno a Carpanè del Pd che attacca la Regione. "5 progetti nel cassetto"
di Roberto Lazzarato
«È una campagna elettorale, quella regionale, nella quale si parla tanto di complotti e di democrazia a rischio, ma poco di programmi e dei problemi reali della gente», ha ricordato Ruggero Rossi, coordinatore del circolo Pd «Canal di Brenta», introducendo l'incontro, ieri sera, a Palazzo Guarnieri. Carenza di servizi, un territorio che si sta spopolando, una viabilità non al passo con i tempi, una crisi economica che sta mettendo in difficoltà le poche attività economiche presenti. Temi ai quali hanno tentato di dare risposta i consiglieri regionali Claudio Rizzato e Giuseppe Berlato Sella e provinciale Mauro Beraldin, candidati per la Regione nelle liste del Pd. Dito puntato di Rizzato, in apertura, sul ministro Zaia «che scende in campagna elettorale con grande spiegamento di mezzi, senza dimettersi dal Governo», per passare poi alla crisi che attraversa il Paese ed il Veneto, «130.000 veneti che hanno perso il posto di lavoro» e la necessità di una svolta, «che non può essere quella della Lega, che ha ostacolato ogni istanza del territorio», con il Consiglio Regionale che ha brillato per «la litigiosità tra Pdl e Lega - ha rincarato Berlato Sella - frenandone i lavori». Positiva per Berlato Sella la scelta di schierare Mauro Beraldin, «uno che conosce i problemi della zona». «Bisogna creare le condizioni per migliorare la qualità della vita della gente - ha spiegato Beraldin -. Nel campo del lavoro la Regione deve avere un ruolo attivo per sostenere le aziende, programmare la formazione dei lavoratori, favorire la ricerca eil rispetto delle norme». In Valbrenta «ci vogliono investimenti per creare opportunità - ha insistito Beraldin -. Trasferimenti di risorse per il territorio montano, per chi ci abita, per l'economia locale, creando le condizioni per migliorare la qualità della vita, favorendo la permanenza in loco degli abitanti». Sulla variante della superstrada, «sono mesi che sono state depositate le 5 proposte e la Regione non si muove, e qui la gente aspetta una soluzione da 40 anni. Ci dobbiamo battere perchè i lavori partano quanto prima e cogliere l'occasione per ridisegnare il tratto vicentino della Valsugana, migliorando la viabilità esistente, prolungando la galleria a nord fino alla Lupa e evitando lo scempio di S. Marino».
Il Gazzettino, Domenica 7 Marzo 2010.
|