Minniti-Zingaretti La contesa divide i dem del Vicentino

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PD VERSO IL CONGRESSO. I sostenitori dei candidati alla segreteria

Minniti-Zingaretti La contesa divide

i dem del Vicentino L'ex ministro raccoglie ora i consensi di Sbrollini, Moretti e Rizzato, il governatore del Lazio quelli di Variati, Rolando, Luisetto, Formisano e Ginato
 
di Roberta Labruna
Si profilano gli schieramenti verso il congresso del Pd di marzo

Il Partito democratico è diviso a metà, tra Nicola Zingaretti e Marco Minniti. Non sfonda invece, per ora, Maurizio Martina. Se un paio d'anni fa capire il "chi sta con chi" si era rivelato un esercizio assai facile, dal momento che tra gli eletti vicentini la conta congressuale era tutta a favore di Matteo Renzi, oggi il quadro in vista delle primarie del 3 marzo è diverso. Visto che i tre candidati principali alla segreteria nazionale, ai quali si aggiungono Cesare Damiano, Francesco Boccia e Dario Corallo, si dividono i consensi. E due di loro, appunto, in particolare. Ma è diverso anche per un altro motivo e cioè perché, complice il fatto che non vanno a rinnovo né la segreteria cittadina né quella provinciale, si esce dai confini delle classiche correnti. PRO MINNITI. La senatrice Daniela Sbrollini, ad esempio, storicamente legata a Dario Franceschini e Piero Fassino, ma vicina anche a Matteo Renzi, ha deciso in base al progetto che più la convince e sosterrà l'ex ministro Minniti. Diversamente, appunto, da Franceschini e Fassino che invece sono in campo per Zingaretti. Guarda a Minniti anche il capogruppo del Pd a palazzo Trissino Otello Dalla Rosa e probabilmente non è ininfluente in questa scelta la simpatia di Carlo Calenda, che Dalla Rosa stima, verso il suo ex compagno di governo. C'è chi ha etichettato Minniti come il candidato di Renzi, ma in verità l'ex premier sembra più interessato ad altro e nei palazzi della politica lo danno intento alla costruzione di un nuovo partito. Ma di certo Renzi guarda decisamente con più favore ad una vittoria di Minniti che di Zingaretti. E pure parte dei renziani locali, anche se in realtà viaggiano in ordine sparso, ad esempio Claudio Rizzato. Così come la consigliera regionale Alessandra Moretti, anche lei tendenza Renzi, che da un po' ha simpatia per l'operato di Minniti e conferma: «Lo sostengo convintamente perché ha una storia autorevole, perché è un candidato che può rappresentare una platea vasta, perché ha le capacità per coniugare due aspetti fondamentali: il bisogno di sicurezza sociale e un partito che sappia rispondere alla richieste dal mondo produttivo». Un partito che oggi si trova al suo minimo storico, dopo il disastroso risultato delle elezioni politiche. «Si doveva andare a congresso prima, sei mesi fa, non ad un anno dalla elezioni. Questo è stato sbagliato, andava fatta subito un'analisi degli errori commessi e si doveva ripartire con una guida autorevole parlando ai cittadini del Paese che abbiamo in mete». Tuttavia per Moretti, nonostante il tempo perso e l'avanzata dei partiti populisti, la possibilità per recuperare uno spazio politico c'è. Si vedrà. Il Pd ci prova con questo congresso. PRO ZINGARETTI. L'altro candidato forte in campo è Zingaretti. Tifa per lui l'ex sindaco di Vicenza Achille Variati: «Sì, guardo con interesse al governatore del Lazio e due cose di lui mi hanno colpito in particolare: che mette al centro il valore della persona e per me che vengo dal mondo cattolico la dignità della persona è primaria, l'altro aspetto che mi convince è che, a differenza di Renzi, lui non dice "faccio tutto io" ma ragiona in squadra». Nelle primarie, però, in queste primarie, Variati vede un rischio. Quello che nessuno raggiunga il 51 per cento dei voti. E considerati i candidati in campo è molto più di un rischio: «Il pericolo mortale è che il segretario non esca dalle primarie ma che venga deciso dall'assemblea». Questo, va da sé, porterebbe ad un segretario delegittimato già in partenza e alla riproposizione in vista dell'assemblea e dopo di giochi di "spartizione". «Il punto è - prosegue Variati - che questa per noi è l'ultima chiamata: se tutto si riduce in assemblea questo partito non avrà più nulla da dire. E invece è importante che diventi una voce alternativa al populismo di Salvini». Con Zingaretti sta anche l'ala progressista del consigliere Gianni Rolando, stanno la segretaria provinciale Chiara Luisetto e quello cittadino Federico Formisano. Ma anche l'ex deputato Federico Ginato. Mentre un altro ex lettiano, il capogruppo regionale del Pd Stefano Fracasso, ancora non ha deciso chi sostenere.PRO MARTINA. Pochissimi, per ora, i sostenitori di Martina a queste latitudini. Un tempo l'ex reggente del Pd aveva messo radici in terra berica, ma tutto è finito quando non ha difeso il suo colonnello vicentino (Ginato) nel momento in cui c'è stata la compilazione delle liste elettorali. Ad oggi pare orientato verso Martina l'ex segretario cittadino Enrico Peroni. Sull'ex ministro all'agricoltura ha virato a livello nazionale anche Matteo Richetti, ex braccio destro di Renzi. Ma qui le truppe per Martina al momento sono decisamente poco affollate. Certo, manca ancora del tempo al giorno della verità, che arriva ad appena due mesi da un appuntamento chiave come le elezioni europee, ma la mappa vicentina è già ben disegnata. Su il sipario.

Il Giornale di Vicenza, Mercoledì 05 Dicembre 2018

Sondaggio scuote le primarie del Pd Sfida di Martina

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SINISTRA. I Verdi si alleano con Pizzarotti

Sondaggio scuote le primarie del Pd Sfida di Martina
 
Lancia un messaggio a Zingaretti: il segretario deve fare solo quello
 
Il segretario del Pd Martina

ROMA I congressi regionali del Pd danno un assaggio delle opportunità e dei rischi che potrebbe correre quello nazionale: mentre nel Lazio si è recato a votare un numero di militanti assai superiore rispetto al 2014, in Sicilia è scattata una guerra dei ricorsi che mette in discussione le primarie regionali del 16 dicembre. In questo contesto in cui sembrano polarizzarsi renziani e antirenziani, Maurizio Martina ha lanciato a Bologna il tour del suo ticket con Matteo Richetti, che mira a spezzare proprio questa polarizzazione. Intanto all'Assemblea nazionale dei Verdi, a Chianciano, ha mosso i primi passi un'Alleanza con i civici di Federico Pizzarotti, in vista delle Europee, un nuovo soggetto con cui il Pd in prospettiva potrebbe dialogare. Mentre anche localmente è emersa una polarizzazione tra renziani e non renziani. In Toscana ha vinto la renziana Simona Bonafè, in Lombardia si è invece affermato Vinicio Peluffo (insediatosi sabato) che ha battuto il renziano Eugenio Comencini. Ieri notte sono giunti i risultati del Lazio dove Bruno Astorre, vicino a Zingaretti, si è imposto. Il dato inaspettato sono i 60mila votanti, rispetto ai 50mila del 2014. Il partito «è vivo e vegeto» ha esclamato Stefano Pedica. In Sicilia, invece, sono stati sospesi i congressi provinciali, e il presidente della commissione nazionale di garanzia, Roberto Montanari, volerà a Palermo domani per provare a mettere fine alla guerra di ricorsi. In campo il renziano Davide Faraone e Teresa Piccione, sostenuta dall'area che a livello nazionale appoggia Zingaretti. Maurizio Martina da Bologna (andrà anche a Milano e Napoli) ha respinto l'idea di «un congresso-referendum» tra renziani e anti-renziani. Una prospettiva che fa paura a molti militanti e anche agli iscritti, che nella prima fase selezionano i tre candidati che vanno alle primarie: «Serve un congresso libero», ha detto, «sulle idee, fuori dai correntismi», perché dopo «occorre ricostituire la comunità», difficile se le primarie diventano un referendum su Renzi. E poi l'affondo su Zingaretti: «Al Pd serve un segretario che faccia solo il segretario, perché la sfida è enorme. Un segretario che si dedichi anima e corpo a questa sfida, senza avere altri incarichi», come quello di governatore del Lazio. Zingaretti risulta però in testa anche in un sondaggio sulle primarie realizzato da Antonio Noto, di significato relativo dato che dà per acquisito che alle primarie arrivino Zingaretti, Minniti e Martina, ai quali andrebbero rispettivamente il 39, il 32 e il 29%. Un rilevamento che ha fatto arrabbiare gli altri candidati, Francesco Boccia, Cesare Damiano e Dario Corallo. Intanto nel centrosinistra si profila una alleanza tra Verdi e le liste civiche di Italia in Comune di Pizzarotti già alle Europee, per superare la soglia di sbarramento del 4%.

Il Giornale di Vicenza, Lunedì 03 Dicembre 2018

Chi sono

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E tuttavia, il governo è per il popolo.

I suoi effetti devono essere giudicati in base a ciò che fa in relazione al popolo.

Eric J. Hobsbawm

Sono nato a Sandrigo (VI) il 18 febbraio 1955 e vivo a Quinto Vicentino con una moglie ed un figlio meravigliosi che hanno avuto parte fondamentale in ciò che ho realizzato fin'ora.

Laureato in Scienze Politiche e Amministrative, sono stato Vicesegretario Generale del Comune di Chiampo dal 1980 al 1988. Dal 1989, per concorso pubblico, sono Dirigente di Ruolo della Regione Veneto.

Sono stato Consigliere Comunale a Quinto Vicentino dal 1985 al 1998.
Consigliere Regionale DS nella VII legislatura(2000/2005) e dal 4/6/2008 al 28/3/2010(VIII legislatura) Ulivo-PD

Porto avanti da sempre un appassionato impegno politico volontario e ho ricoperto incarichi di responsabilità dei DS(Segretario Provinciale della Federazione di Vicenza,componente la Direzione Regionale,Responsabile Regionale Welfare e componente della Consulta Nazionale Sanità DS) cofondatori dell'Ulivo e del Partito Democratico.

Partecipo all'attività di Associazioni culturali e sociali di Volontariato, sono iscritto all'A.N.P.I., ad Amnesty International, all'A.S.O.C., ad Emergency ed allo Slow Food Vicentino. Appassionato di calcio, faccio parte del Direttivo dell'A.C. di Quinto.
Dal 2009 Presidente della Fondazione' Mauro Nordera Busetto-Democratici di Sinistra Vicentini'.

Sono appassionato di letteratura, filosofia e scienze giuridiche, credo profondamente nell'assunzione etica di responsabilità al servizio dei cittadini. La politica, per me, deve aiutare le persone a vivere meglio altrimenti non è utile per nessuno.

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