Pd vicentino in controtendenza Zingaretti conduce di un punto

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POLITICA. L'affluenza delle pre-primarie al momento non decolla e si ferma al 46,3 per cento
Pd vicentino in controtendenza Zingaretti conduce di un punto
Al momento si sono espressi 22 circoli su 79: Martina resta in corsa
Roberta Labruna
Nicola Zingaretti

Da queste parti Nicola Zingaretti non può esultare. Visto che, almeno fino a questo momento, nella sfida per la segreteria del Pd è testa a testa tra lui e Maurizio Martina. Se dal resto d'Italia arrivano percentuali tutte a favore del governatore del Lazio, nelle pre-primarie che si stanno tenendo nei circoli dem del Vicentino l'andamento è in netta controtendenza. Certo, il percorso è ancora agli inizi e il pallottoliere viene aggiornato di giorno in giorno perché in questa prima fase del congresso nazionale, iniziata ad inizio settimana e riservata ai 2 mila tesserati, si esprimono i circoli e quelli che lo hanno già fatto sono 22 su 79. Troppo pochi per fare un bilancio più o meno definitivo, ma sufficienti per indicare una tendenza basata sui primi numeri reali, al di là dei sondaggi. Numeri che dicono cosa? Dicono, ad esempio, che l'affluenza non è affatto alta e si attesta al 46,3 per cento. E soprattutto dicono che per ora Martina e Zingaretti viaggiano appaiati. Se nel marzo del 2017 Matteo Renzi volò al 68 per cento, lasciando gli sfidanti fermi al palo, oggi il quadro è diverso. Con l'ex segretario Martina che tallona Zingaretti: 97 voti per il primo e 98 per il secondo. Al terzo posto si piazza il renziano Roberto Giachetti, che a livello nazionale porta a casa a sorpresa un ottimo 13 per cento, con 29 preferenze. Una preferenza a testa per Maria Saladino e Dario Corallo, zero per Francesco Boccia. Nel Vicentino, dunque, a differenza della situazione nazionale, la partita non vede prevalere nessuno. A pesare a favore di Martina, che fino a poco tempo fa a questa latitudini non aveva grandi sostegni, è un aspetto in particolare: dopo il ritiro dell'ex ministro dell'Interno Marco Minniti molti di coloro che lo appoggiavano hanno deciso di spostarsi proprio su Martina. È il caso, ad esempio, dell'unica parlamentare del partito, Daniela Sbrollini. Tra il drappello di sostenitori di Martina ci sono anche il consigliere regionale Stefano Fracasso, il renziano Claudio Rizzato, l'ex segretario cittadino Enrico Peroni, il segretario dei Giovani democratici Enrico Grandi. Mentre in campo per Zingaretti ci sono tra gli altri l'ex sindaco Achille Variati, la segretaria provinciale Chiara Luisetto, quello del capoluogo Fedrico Formisano. I voti nei circoli si chiuderanno il 23 gennaio e lunedì prossimo voteranno quelli della città. La partita, quella vera, si giocherà il 3 marzo: giorno delle primarie aperte a tutti. Sarà lì la sfida decisiva. Con un rischio molto concreto: che nessuno dei candidati raggiunga il 50 per cento più uno dei voti e che il nome del nuovo segretario nazionale non esca dalle urne ma dalle decisioni dell'assemblea. «Un pericolo mortale», per dirla con Achille Variati. Il sottotesto è che uno scenario di questo tipo porterebbe a un segretario delegittimato già in partenza e alla riproposizione in vista dell'assemblea e dopo di giochi di "spartizione". «Questa per noi è l'ultima chiamata: se tutto si riduce in assemblea questo partito non avrà più nulla da dire», è il pensiero dell'ex sindaco. E dentro il partito la pensano un po' tutti come lui. E fanno gli scongiuri.

 

Il Giornale di Vicenza, Giovedì 17 Gennaio 2019