Pd, va al voto meno della metà E in città si afferma Zingaretti

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IL CONGRESSO. A livello provinciale la conta nei circoli segnala un testa a testa con Martina
Pd, va al voto meno della metà E in città si afferma Zingaretti
Formisano: «Non ci nascondiamo Viviamo un momento di difficoltà»
RO.LA.
Nicola Zingaretti ha vinto la sfida nel capoluogo berico
Maurizio Martina domenica a Torri di Quartesolo. COLORFOTO ARTIGIANA

A Vicenza il Partito democratico sceglie Nicola Zingaretti. Ma a votare va meno della metà degli iscritti. Quelli che lo hanno fatto però, che sono 135 su 300, hanno dato un'indicazione chiara e in questa corsa per la segreteria nazionale il 53,3 per cento di loro punta proprio su Zingaretti. Se a livello provinciale ci si avvia a chiudere le ultime convenzioni di circolo, in programma per stasera, con un testa a testa tra il governatore del Lazio e l'ex segretario Maurizio Martina, in città è andata diversamente. Visto che ieri l'altro il pallottoliere ha fissato questo risultato: 72 voti per Zingaretti, 40 per Martina, 12 per Roberto Giachetti, cinque ciascuno per Francesco Boccia e Dario Corallo, uno per Maria Saladino. Tirando le somme di queste pre-primarie, che hanno coinvolto i sette circoli della città, con l'aggiunta di Arcugnano, il risultato è dunque che Zingaretti ha vinto in sei circoli, pareggiato in uno e perso al circolo 6. Il rito di questo passaggio congressuale riservato agli iscritti si è consumato lunedì sera nella sede dei dem di viale dell'Oreficeria: prima è andata in scena la presentazione delle mozioni - quella di Zingaretti è stata sintetizzata dall'ex sindaco Achille Variati, quella di Martina dalla senatrice Daniela Sbrollini, quella di Giachetti da Franco Zanella, quella di Boccia da Giacomo Bez, quella di Corallo da Simone Dato, nessuno per Saladino - poi si è passati al momento del voto. Con l'affluenza che si ferma sotto il 50 per cento, al 45 per cento per la precisione. Il segretario cittadino Federico Formisano vede tuttavia il bicchiere mezzo pieno: «Stiamo vivendo un momento particolare, difficile e non ci nascondiamo dietro un dito. Ma qui a Vicenza, guardando anche alla partecipazione di un anno fa al congresso cittadino, mi pare ci sia una piccola ripresa. È stato un momento di confronto interno utile e interessante. E che si è svolto in un clima sereno, in modo molto corretto. Anche se, per quanto mi riguarda, non vedo l'ora che arrivi marzo: il partito ha bisogno di costruire delle proposte e di avere una guida». E al Pd di Vicenza, visti i risultati, non dispiacerebbe se la guida fosse Zingaretti. A lanciargli la volata, ad influire sull'esito dell'altro giorno, ci sono alcuni nomi che contano: Variati, ma anche il segretario cittadino Formisano, oltre che quella provinciale Chiara Luisetto, l'ex consigliere Giacomo Possamai e poi l'ala progressista di Gianni Rolando. E in città alla fine a convincere è stata questa proposta. Ma nulla è scontato e la partita che conta si giocherà il 3 marzo: quando tutto verrà rimesso in discussione. Se in questa fase infatti a votare sono solo gli iscritti, a marzo potranno votare tutti ed è lì che si deciderà chi sarà il nuovo segretario nazionale del partito. Segretario che tra l'altro si ritroverà a dover gestire subito la partita delle liste per elezioni europee. «Per la candidature europee - propone Rolando - vanno fatte le primarie: deve decidere il territorio, non la segreteria nazionale, visto che queste sono elezioni in cui ci sono le preferenze da raccogliere e non vanno garantiti sempre i soliti nomi, in pista anche se perdenti». Ma questo lo si vedrà, dopo. Dopo, cioè, il 3 marzo, quando - a congresso terminato - sarà il momento delle decisioni vere.

 

 

Il Giornale di Vicenza, Mercoledì 23 Gennaio 2019