ACQUA. NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI

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RISOLUZIONE  N.  73

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI: GALAN RICORRA PER CHIEDERE L’INCOSTITUZIONALITÀ DELL’ARTICOLO 15 DEL DECRETO-LEGGE N. 135/2009

presentata il 19 novembre 2009 dai Consiglieri Azzi, Tiozzo, Gallo, Causin, Zabotti, Marchese, Pettenò, Atalmi, Berlato Sella, Bettin, Trento, Rossato, Michieletto, Frigo, Diego Bottacin, Franchetto, Bonfante, Rizzato, Covi e Grazia


Il Consiglio regionale del Veneto

              PREMESSO CHE:

-      l’acqua rappresenta un bene comune universale, un bene comune pubblico, indisponibile, che deve appartenere a tutti, per cui il suo accesso deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico;

-      il 18 novembre 2009 il Parlamento, costretto dall’imposizione del voto di fiducia al Governo, e quindi impossibilitato di fatto a pronunciarsi in maniera autonoma, propositiva e migliorativa, ha approvato il decreto-legge n. 135 il cui articolo 15 comporta l’affidamento della gestione dell’acqua potabile ai privati;

              CONSIDERATO che conseguentemente in Italia i Consigli comunali ed i Sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile avviandosi così la mercificazione di un bene essenziale per ogni essere vivente contrariamente ai valori che sempre di più si vanno affermando anche a livello internazionale;

              PREOCCUPATO CHE:

-      questo provvedimento, che va oltre l'applicazione delle norme comunitarie, ponga questioni serissime sia sui rifiuti sia sulla risorsa acqua la cui gestione non può che essere pubblica;

-      analoga conseguenza si determini quindi anche per gli altri servizi pubblici locali di rilevanza economica a partire dai servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, disconoscendo così l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO e quindi degli enti locali;

               tutto ciò premesso, si impegna

a:

-      riconoscere anche nel proprio statuto il diritto all’acqua ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

-      promuovere in tutto il territorio regionale una cultura di salvaguardia delle risorse idriche al fine di utilizzare, proteggere, conoscere e promuovere l’acqua come bene comune pubblico, nel rispetto dei principi fondamentali della sostenibilità integrale (ambientale, economica, politica ed istituzionale) e del principio che l’uso dell’acqua per consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi (Legge Galli articolo 2);

              altresì con forza,

impegna il Presidente e la Giunta regionale

a presentare ricorso di costituzionalità contro l’articolo 15 del decreto legge n. 135/2009 a tutela dell’autonomia degli enti locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

Ai poveri si tolgono anche gli stracci?

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
Ai poveri si tolgono anche gli stracci?

Presentata il  18 novembre  2009 dai Consiglieri Regionali Claudio Rizzato, Giuseppe Berlato Sella e Gustavo Franchetto


Premesso che:

-dalle associazioni di volontariato laiche e religiose che operano sul territorio della provincia di Vicenza, e dai gruppi missionari parrocchiali veneti di Vicenza, Treviso, Padova e Venezia, giungono segnalazioni circa il fatto che una rigida e burocratica applicazione delle norme del codice ambientale (decreto legislativo n. 152 del 2006) sta provocando il sostanziale blocco delle tradizionali raccolte benefiche di rifiuti riciclabili, tra cui ferro e altri materiali ferrosi;

-la riduzioni della raccolta del ferro ha gravi ripercussioni, in primo luogo sulla concreta attuazione degli scopi di beneficenza e sull'elevazione dei livelli di raccolta differenziata dei rifiuti;

-vanno riconosciuti il valore fondamentale del volontariato e la particolare rilevanza delle tradizionali raccolte benefiche di rifiuti riciclabili realizzate in molte regioni e località del Paese dalle parrocchie, dai gruppi missionari e, più in generale, dalle associazioni di volontariato religiose e laiche;

-nella sola parte occidentale della provincia di Vicenza sono state raccolte 900 tonnellate di ferro e materiali ferrosi nel 2008;

-a titolo di esempio si possono citare, per il 2008, il comune di Altissimo con una raccolta (ferro e altri recuperati) di 18,82 tonnellate, pari a circa 8,06 kg per abitante; di Arzignano con 122,08 tonnellate, pari a 4,74 kg per abitante; di Castelgomberto con 47,50 pari a 7,75 kg per abitante; di Trissino con 61,01 tonnellate pari a 7,15 kg per abitante; di Cornedo con 93,12 tonnellate pari a 7,81 kg per abitante;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri Regionali
chiedono all'Assessore all'Ambiente

- quali azioni intenda intraprendere affinché vengano rimossi tutti gli ostacoli normativi e amministrativi che impediscono od ostacolano il libero esercizio, da parte dalle associazioni di volontariato, delle raccolte benefiche di rifiuti riciclabili;
- se ritiene di adottare apposito provvedimento amministrativo con il quale definire modalità di esercizio delle raccolte a scopo benefico di rifiuti riciclabili, d'intesa con le Amministrazioni comunali, le quali non possono che trarre beneficio e riduzione di costi ambientali nei loro bilanci dalle attività di raccolta delle Associazioni di Volontariato.

 

Salvaguardare l'occupazione alla Selecta di Quinto Vicentino

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
Salvaguardare l'occupazione alla Selecta di Quinto Vicentino
Presentata il  6 novembre  2009 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato


Premesso che:

- la società Selecta Spa, con unità produttiva a Quinto Vicentino (VI), in data 12 giugno 2009 ha sottoscritto in sede provinciale con la RSU e le Organizzazioni Sindacali l'accordo per il ricorso alla CIGS per crisi aziendale per evento imprevisto e improvviso per 12 mesi a decorrere dal 15 giugno 2009;
- in base all'accordo e a quanto concordato con le OO.SS. la cassa integrazione straordinaria era stata limitata a 44 lavoratori con l'impegno dell'azienda a continuare l'attività produttiva e mantenendola a Quinto Vicentino in un sito più piccolo;
- nell'ambito dell'accordo è stato previsto, quale strumento di gestione degli esuberi, anche quello del ricorso a procedure di mobilità finalizzate ad agevolare il ricollocamento dei lavoratori in esubero presso altre aziende del territorio nel corso dei 12 mesi di CIGS;
- la società ha successivamente avviato la procedura per la collocazione in mobilità del personale per un numero pari a 10 unità, di cui 4 con qualifica impiegatizia e 6 con qualifica operaia;
- ai primi di ottobre si sono diffuse notizie circa la volontà dell'azienda di terminare l'attività entro l'anno e di trasferire l'unità produttiva di Quinto ad Airola, in provincia di Benevento;
- nell'incontro sindacale del 14 ottobre 2009 la società ha espresso la volontà di provvedere a richiedere, nei tempi previsti dalla legge, un ulteriore anno di CIGS per i lavoratori già interessati dall'accordo sottoscritto il 12 giugno (fino a quel momento la norma prevedeva il massimo di un anno, ma da agosto 2009 ne prevede due);

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede alla Giunta Regionale

- di intervenire affinché la ditta Selecta tenga fede a quanto concordato e sottoscritto nell'accordo del 12 giugno, mantenga attiva l'unità produttiva di Quinto e non ne preveda il trasferimento;
- e quali altre azioni intenda intraprendere per scongiurare ulteriori perdite di posti di lavoro nel territorio vicentino.

DISSERVIZI POSTALI: QUALI INIZIATIVE DELLA REGIONE A DIFESA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI VENETI?

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
DISSERVIZI POSTALI: QUALI INIZIATIVE DELLA REGIONE A DIFESA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI VENETI?
presentata il 4 novembre 2009 dal Consigliere RIZZATO

Considerato che:

- Continuano le segnalazioni di cittadini della nostra Regione relative a disservizi postali; giorni e giorni di ritardo per la consegna non solo della posta ordinaria ma anche di quella prioritaria.
- I disservizi riguardano tutte le Province del Veneto, e sono segnalati costantemente anche nel Vicentino in ogni parte del territorio e particolarmente nel capoluogo e in tutti Comuni contermini.
- Gli uffici postali non sono in grado di fornire ai cittadini alcuna risposta circa il mancato recapito della corrispondenza nel totale silenzio dei Responsabili di Poste Italiane.
- Viene praticato da Poste Italiane un turn-over degli incaricati ai limiti dello sfruttamento, con personale sottopagato in relazione ad un orario di servizio molto più ampio di quello previsto dai contratti di incarico e senza fornire alcuna formazione al personale assunto con contratti a tempo determinato per novanta giorni;
- In molti Comuni del Vicentino la posta viene recapitata con ritardi inaccettabili e addirittura non viene nemmeno recapitata, oppure viene consegnata a destinatari diversi e sbagliati proprio perché gli incaricati non sono nemmeno istruiti sulla ubicazione delle famiglie, aziende e/o destinatari vari residenti nel territorio.

Il sottoscritto Consigliere Regionale
interroga la Giunta Regionale
per sapere

- quali azioni intende intraprendere nei confronti di Poste Italiane per il ripristino della funzionalità del servizio postale, che nel passaggio dal pubblico al privato con Poste Italiane Spa ha avuto un peggioramento tale da rendere pressoché inutile utilizzare gli Uffici di Poste Italiane Spa per la libera circolazione della corrispondenza sia essa di carattere privato, commerciale o altro.

Il laboratorio di analisi dell'ospedale di Lonigo non va smantellato

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
Presentata il  29 settembre 2009 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato
Il laboratorio di analisi dell'ospedale di Lonigo non va smantellato

Premesso che:

- L'ulss 5 ha deciso che a partire dal 2010 il Poct (Point of care testing), la strumentazione per le analisi nei casi d'urgenza, prenderà per alcune ore al giorno il posto del laboratorio di analisi, e quindi dei tecnici, dell'ospedale di Lonigo;
- attualmente, infatti, il laboratorio di analisi è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, grazie al servizio di reperibilità di un tecnico, mentre in futuro saranno invece garantiti solo gli esami urgenti dalle 8 alle 14 dei giorni feriali e dalle 8 alle 12 il sabato; il Poct subentrerà nei restanti orari e di domenica sarà effettuato il trasporto dei campioni ad Arzignano;
- con questo cambiamento, già ventilato nel 2007 e poi rimandato, il malato non avrà più una persona professionalmente preparata al suo fianco e comunque l'apparecchiatura svolgerà un numero limitato di esami: nei documenti relativi all'attivazione, si legge infatti che "il personale infermieristico del Punto di primo intervento eseguirà solo i test urgenti ai pazienti per permettere la messa in atto d'interventi salva-vita";
- sono comunque già più di due anni che le analisi di laboratorio dei prelievi effettuati a Lonigo vengono svolti altrove e la sensazione, nonché il timore della cittadinanza riunitasi in comitato di protesta,  è sempre più quella di vedere l'ospedale di Lonigo ridotto allo stato di presidio sanitario periferico e marginale;
- tale procedura di indebolimento della struttura sanitaria leonicena è tra l'altro in pieno contrasto con la norma costituzionale che prevede per tutti i cittadini il medesimo livello di qualità nell'erogazione dei servizi sanitari; servizi che risulterebbero invece diversi in relazione agli ospedali in cui vengono effettuati (ad esempio tra Lonigo, Arzignano e Valdagno);

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede all'Assessore Regionale alla Sanità

di verificare le reali motivazioni che spingono a ridurre drasticamente l'attività del laboratorio di analisi dell'ospedale di Lonigo, che serve una vasta popolazione residente nella parte sud-ovest del Vicentino ai confini col Veronese, sostituendo i tecnici dell'ospedale con la strumentazione per le analisi nei casi di urgenza;
di verificare se la riduzione dell'attività del laboratorio di analisi, di cui al punto precedente, non riduca i livelli essenziali di assistenza e crei situazioni di disparità tra cittadini residenti nella medesima Ulss;
se la decisione dell'Ulss n. 5 è dettata unicamente da ragioni di riduzione della spesa, a prescindere dalla qualità e dall'efficienza dei servizi resi ai cittadini.