La buona politica da Machiavelli alla Terza Repubblica

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Con il patrocinio del Comune di Vicenza

Martedì 12 maggio 2015, ore 18.30
Sala Stucchi di Palazzo Trissino
corso Palladio 98, Vicenza

Presentazione del libro dell'On. Valdo Spini:
La buona politica, da Machiavelli alla Terza Repubblica
Marsilio Editore

Presenta il Prof. Paolo Carta, Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche dell'Università di Trento

Sarà presente l'On. Valdo Spini

Saluto del Sindaco Achille Variati

Introducono Giuseppe Cantele e Claudio Rizzato

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

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POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte
di Marco Scorzato
 
Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

di Marco Scorzato

Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

Il Partito democratico è un condominio densamente abitato e come in tutti i grandi condomìni le assemblee non sono mai delle passeggiate. Era stracarica di tensioni la vigilia dell´assemblea nazionale del Pd andata in scena domenica a Roma, e forse anche per quelle aspettative il fatto che non si sia stata teatro di strappi fa vedere ai più il bicchiere mezzo pieno. «Siamo scesi timorosi, siamo tornati rincuorati: sarò un´inguaribile ottimista, ma la grande maggioranza di questo partito marcia compatta per cambiare il Paese», dice la vicentina Meri Ballico, tifosissima di Matteo Renzi, reduce dalla trasferta romana. Ma non è dello stesso avviso Stefano Poggi, giovane esponente della sinistra cuperliana, per il quale la rottura resta nel novero delle ipotesi. «Ha ragione Stefano Fassina, condivido il suo sfogo: il segretario ci ha più volte dipinti come sabotatori o gufi o passatisti, in realtà chiediamo solo il rispetto delle nostre idee di minoranza. Fassina ha posto una questione decisiva: c´è spazio nel Pd per chi non la pensa come il segretario? Ad oggi i segnali sono preoccupanti». Nel condominio Pd, ci si divide anche nell´analisi dell´esito dell´assemblea: per i renziani, un passo avanti nella dialettica di un grande partito; per la sinistra, la conferma di un pentolone a rischio esplosione.

GLI INSOFFERENTI. A fare rumore, domenica, è stata la minoranza, con un segretario invece insolitamente pacato e natalizio. A sinistra, lo strappo è evocato come “costrizione”. Per Poggi «il problema non è di antipatie personali ma di linea politica: dietro ad annunci di cambiamenti epocali, le politiche conservatrici di Renzi non stanno incidendo sul nodo centrale, e il ceto medio è sempre più povero e chi si è arricchito nella crisi continua a farlo». Troppo poco a sinistra, questo Pd, anche per l´ex presidente del Consiglio comunale Gigi Poletto, molto critico con il partito sui temi del lavoro, nel giorno dello sciopero. Anche i civatiani mugugnano: il referente provinciale Angelo Tonello, giovane membro dell´assemblea, invita Renzi «a confrontarsi con il sindacato: abbiamo bisogno di concordia, non di divisioni». Almeno nei toni, non è aspro quanto Pippo Civati.

RENZI E LA SINISTRA. «Ma Civati borbotta nei corridoi, cerca i riflettori», punge la renziana Ballico. E lo sfogo di Fassina? «Ci sta, l´ho visto umanamente provato. Ma non vorrei confondere per battaglia di valori quella che a me pare tanto una questione di vita politica personale». Per Renzi a spada tratta anche un altro vicentino in assemblea, Claudio Rizzato. ex Pci-Pds-Ds che si trova oggi a duellare con gli ex “compagni”. «Lo sfogo di Fassina è inspiegabile e Civati ha in testa il congresso continuo - afferma Rizzato -. Ma Renzi ha ribadito che la maggioranza ha il diritto-dovere di portare avanti la propria linea e ha invitato la minoranza a stare dentro al processo di trasformazione del Paese che è già in atto». E rilancia, ribaltando le critiche della sinistra interna: «Le politiche di Renzi sono più di sinistra di quelle dei governi Prodi e D´Alema: quella sinistra ha fallito l´occasione di cambiare l´Italia. Ora Renzi ha imboccato la strada giusta. Ma, ammetto, con Poggi e Poletto su questi discorsi ci dividiamo», conclude sorridendo. Infatti Poggi chiosa: «Io nel Pd anche in futuro? L´adesione a un partito non è una fede: io spero ancora che si possano aggiustare i rapporti, ma non staremo a farci prendere per il naso». Dal condominio non si escludono traslochi.

Il Giornale di Vicenza, martedì 16 dicembre 2014 – CRONACA – Pagina 12

 
 
 

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

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POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte
di Marco Scorzato
 
Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

di Marco Scorzato

Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

Il Partito democratico è un condominio densamente abitato e come in tutti i grandi condomìni le assemblee non sono mai delle passeggiate. Era stracarica di tensioni la vigilia dell´assemblea nazionale del Pd andata in scena domenica a Roma, e forse anche per quelle aspettative il fatto che non si sia stata teatro di strappi fa vedere ai più il bicchiere mezzo pieno. «Siamo scesi timorosi, siamo tornati rincuorati: sarò un´inguaribile ottimista, ma la grande maggioranza di questo partito marcia compatta per cambiare il Paese», dice la vicentina Meri Ballico, tifosissima di Matteo Renzi, reduce dalla trasferta romana. Ma non è dello stesso avviso Stefano Poggi, giovane esponente della sinistra cuperliana, per il quale la rottura resta nel novero delle ipotesi. «Ha ragione Stefano Fassina, condivido il suo sfogo: il segretario ci ha più volte dipinti come sabotatori o gufi o passatisti, in realtà chiediamo solo il rispetto delle nostre idee di minoranza. Fassina ha posto una questione decisiva: c´è spazio nel Pd per chi non la pensa come il segretario? Ad oggi i segnali sono preoccupanti». Nel condominio Pd, ci si divide anche nell´analisi dell´esito dell´assemblea: per i renziani, un passo avanti nella dialettica di un grande partito; per la sinistra, la conferma di un pentolone a rischio esplosione.

GLI INSOFFERENTI. A fare rumore, domenica, è stata la minoranza, con un segretario invece insolitamente pacato e natalizio. A sinistra, lo strappo è evocato come “costrizione”. Per Poggi «il problema non è di antipatie personali ma di linea politica: dietro ad annunci di cambiamenti epocali, le politiche conservatrici di Renzi non stanno incidendo sul nodo centrale, e il ceto medio è sempre più povero e chi si è arricchito nella crisi continua a farlo». Troppo poco a sinistra, questo Pd, anche per l´ex presidente del Consiglio comunale Gigi Poletto, molto critico con il partito sui temi del lavoro, nel giorno dello sciopero. Anche i civatiani mugugnano: il referente provinciale Angelo Tonello, giovane membro dell´assemblea, invita Renzi «a confrontarsi con il sindacato: abbiamo bisogno di concordia, non di divisioni». Almeno nei toni, non è aspro quanto Pippo Civati.

RENZI E LA SINISTRA. «Ma Civati borbotta nei corridoi, cerca i riflettori», punge la renziana Ballico. E lo sfogo di Fassina? «Ci sta, l´ho visto umanamente provato. Ma non vorrei confondere per battaglia di valori quella che a me pare tanto una questione di vita politica personale». Per Renzi a spada tratta anche un altro vicentino in assemblea, Claudio Rizzato. ex Pci-Pds-Ds che si trova oggi a duellare con gli ex “compagni”. «Lo sfogo di Fassina è inspiegabile e Civati ha in testa il congresso continuo - afferma Rizzato -. Ma Renzi ha ribadito che la maggioranza ha il diritto-dovere di portare avanti la propria linea e ha invitato la minoranza a stare dentro al processo di trasformazione del Paese che è già in atto». E rilancia, ribaltando le critiche della sinistra interna: «Le politiche di Renzi sono più di sinistra di quelle dei governi Prodi e D´Alema: quella sinistra ha fallito l´occasione di cambiare l´Italia. Ora Renzi ha imboccato la strada giusta. Ma, ammetto, con Poggi e Poletto su questi discorsi ci dividiamo», conclude sorridendo. Infatti Poggi chiosa: «Io nel Pd anche in futuro? L´adesione a un partito non è una fede: io spero ancora che si possano aggiustare i rapporti, ma non staremo a farci prendere per il naso». Dal condominio non si escludono traslochi.

Il Giornale di Vicenza, martedì 16 dicembre 2014 – CRONACA – Pagina 12

 
 
 

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

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POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte
di Marco Scorzato
 
Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

di Marco Scorzato

Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

Il Partito democratico è un condominio densamente abitato e come in tutti i grandi condomìni le assemblee non sono mai delle passeggiate. Era stracarica di tensioni la vigilia dell´assemblea nazionale del Pd andata in scena domenica a Roma, e forse anche per quelle aspettative il fatto che non si sia stata teatro di strappi fa vedere ai più il bicchiere mezzo pieno. «Siamo scesi timorosi, siamo tornati rincuorati: sarò un´inguaribile ottimista, ma la grande maggioranza di questo partito marcia compatta per cambiare il Paese», dice la vicentina Meri Ballico, tifosissima di Matteo Renzi, reduce dalla trasferta romana. Ma non è dello stesso avviso Stefano Poggi, giovane esponente della sinistra cuperliana, per il quale la rottura resta nel novero delle ipotesi. «Ha ragione Stefano Fassina, condivido il suo sfogo: il segretario ci ha più volte dipinti come sabotatori o gufi o passatisti, in realtà chiediamo solo il rispetto delle nostre idee di minoranza. Fassina ha posto una questione decisiva: c´è spazio nel Pd per chi non la pensa come il segretario? Ad oggi i segnali sono preoccupanti». Nel condominio Pd, ci si divide anche nell´analisi dell´esito dell´assemblea: per i renziani, un passo avanti nella dialettica di un grande partito; per la sinistra, la conferma di un pentolone a rischio esplosione.

GLI INSOFFERENTI. A fare rumore, domenica, è stata la minoranza, con un segretario invece insolitamente pacato e natalizio. A sinistra, lo strappo è evocato come “costrizione”. Per Poggi «il problema non è di antipatie personali ma di linea politica: dietro ad annunci di cambiamenti epocali, le politiche conservatrici di Renzi non stanno incidendo sul nodo centrale, e il ceto medio è sempre più povero e chi si è arricchito nella crisi continua a farlo». Troppo poco a sinistra, questo Pd, anche per l´ex presidente del Consiglio comunale Gigi Poletto, molto critico con il partito sui temi del lavoro, nel giorno dello sciopero. Anche i civatiani mugugnano: il referente provinciale Angelo Tonello, giovane membro dell´assemblea, invita Renzi «a confrontarsi con il sindacato: abbiamo bisogno di concordia, non di divisioni». Almeno nei toni, non è aspro quanto Pippo Civati.

RENZI E LA SINISTRA. «Ma Civati borbotta nei corridoi, cerca i riflettori», punge la renziana Ballico. E lo sfogo di Fassina? «Ci sta, l´ho visto umanamente provato. Ma non vorrei confondere per battaglia di valori quella che a me pare tanto una questione di vita politica personale». Per Renzi a spada tratta anche un altro vicentino in assemblea, Claudio Rizzato. ex Pci-Pds-Ds che si trova oggi a duellare con gli ex “compagni”. «Lo sfogo di Fassina è inspiegabile e Civati ha in testa il congresso continuo - afferma Rizzato -. Ma Renzi ha ribadito che la maggioranza ha il diritto-dovere di portare avanti la propria linea e ha invitato la minoranza a stare dentro al processo di trasformazione del Paese che è già in atto». E rilancia, ribaltando le critiche della sinistra interna: «Le politiche di Renzi sono più di sinistra di quelle dei governi Prodi e D´Alema: quella sinistra ha fallito l´occasione di cambiare l´Italia. Ora Renzi ha imboccato la strada giusta. Ma, ammetto, con Poggi e Poletto su questi discorsi ci dividiamo», conclude sorridendo. Infatti Poggi chiosa: «Io nel Pd anche in futuro? L´adesione a un partito non è una fede: io spero ancora che si possano aggiustare i rapporti, ma non staremo a farci prendere per il naso». Dal condominio non si escludono traslochi.

Il Giornale di Vicenza, martedì 16 dicembre 2014 – CRONACA – Pagina 12

 
 
 

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

Inserito in Ultime notizie

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte
di Marco Scorzato
 
Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

di Marco Scorzato

Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

Il Partito democratico è un condominio densamente abitato e come in tutti i grandi condomìni le assemblee non sono mai delle passeggiate. Era stracarica di tensioni la vigilia dell´assemblea nazionale del Pd andata in scena domenica a Roma, e forse anche per quelle aspettative il fatto che non si sia stata teatro di strappi fa vedere ai più il bicchiere mezzo pieno. «Siamo scesi timorosi, siamo tornati rincuorati: sarò un´inguaribile ottimista, ma la grande maggioranza di questo partito marcia compatta per cambiare il Paese», dice la vicentina Meri Ballico, tifosissima di Matteo Renzi, reduce dalla trasferta romana. Ma non è dello stesso avviso Stefano Poggi, giovane esponente della sinistra cuperliana, per il quale la rottura resta nel novero delle ipotesi. «Ha ragione Stefano Fassina, condivido il suo sfogo: il segretario ci ha più volte dipinti come sabotatori o gufi o passatisti, in realtà chiediamo solo il rispetto delle nostre idee di minoranza. Fassina ha posto una questione decisiva: c´è spazio nel Pd per chi non la pensa come il segretario? Ad oggi i segnali sono preoccupanti». Nel condominio Pd, ci si divide anche nell´analisi dell´esito dell´assemblea: per i renziani, un passo avanti nella dialettica di un grande partito; per la sinistra, la conferma di un pentolone a rischio esplosione.

GLI INSOFFERENTI. A fare rumore, domenica, è stata la minoranza, con un segretario invece insolitamente pacato e natalizio. A sinistra, lo strappo è evocato come “costrizione”. Per Poggi «il problema non è di antipatie personali ma di linea politica: dietro ad annunci di cambiamenti epocali, le politiche conservatrici di Renzi non stanno incidendo sul nodo centrale, e il ceto medio è sempre più povero e chi si è arricchito nella crisi continua a farlo». Troppo poco a sinistra, questo Pd, anche per l´ex presidente del Consiglio comunale Gigi Poletto, molto critico con il partito sui temi del lavoro, nel giorno dello sciopero. Anche i civatiani mugugnano: il referente provinciale Angelo Tonello, giovane membro dell´assemblea, invita Renzi «a confrontarsi con il sindacato: abbiamo bisogno di concordia, non di divisioni». Almeno nei toni, non è aspro quanto Pippo Civati.

RENZI E LA SINISTRA. «Ma Civati borbotta nei corridoi, cerca i riflettori», punge la renziana Ballico. E lo sfogo di Fassina? «Ci sta, l´ho visto umanamente provato. Ma non vorrei confondere per battaglia di valori quella che a me pare tanto una questione di vita politica personale». Per Renzi a spada tratta anche un altro vicentino in assemblea, Claudio Rizzato. ex Pci-Pds-Ds che si trova oggi a duellare con gli ex “compagni”. «Lo sfogo di Fassina è inspiegabile e Civati ha in testa il congresso continuo - afferma Rizzato -. Ma Renzi ha ribadito che la maggioranza ha il diritto-dovere di portare avanti la propria linea e ha invitato la minoranza a stare dentro al processo di trasformazione del Paese che è già in atto». E rilancia, ribaltando le critiche della sinistra interna: «Le politiche di Renzi sono più di sinistra di quelle dei governi Prodi e D´Alema: quella sinistra ha fallito l´occasione di cambiare l´Italia. Ora Renzi ha imboccato la strada giusta. Ma, ammetto, con Poggi e Poletto su questi discorsi ci dividiamo», conclude sorridendo. Infatti Poggi chiosa: «Io nel Pd anche in futuro? L´adesione a un partito non è una fede: io spero ancora che si possano aggiustare i rapporti, ma non staremo a farci prendere per il naso». Dal condominio non si escludono traslochi.

Il Giornale di Vicenza, martedì 16 dicembre 2014 – CRONACA – Pagina 12

 
 
 

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