OSPEDALI «Project financing da evitare»

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OSPEDALI «Project financing da evitare»

Il project financing (finanza di progetto, al centro delle indagini giudiziarie nei confronti di Mantovani spa e altri) può essere praticabile per la realizzazione di infrastrutture che consentano la remunerazione del capitale investito dai privati con i pedaggi pagati da chi le utilizza (strade, autostrade, ecetera). Tuttavia come è accaduto con la Pedemontana e la Nuova Valsugana, i tratti autostradali non sono sempre in funzione delle esigenze del territorio, ma sono allungati o progettati in funzione di una soddisfacente remunerazione del capitale investito dalle imprese private che hanno proposto il project. Invece il ricorso al project financing per costruire ospedali o strutture sociali è decisamente da evitare. La progettazione, costruzione/ristrutturazione di ospedali con il project financing nel Veneto è iniziata con la ristrutturazione degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna.

Ricordo che in Consiglio regionale, siamo nel 2002, di fronte alla netta opposizione del sottoscritto e di Margherita Miotto, una Giunta regionale per nulla preoccupata degli effetti (rivelatisi devastanti come da noi sostenuto già allora) sul bilancio delle Ulss per l´entità del canone da pagare alla cordata di imprese costruttrici, e per l´appalto alle medesime dei servizi non sanitari e anche sanitari (fornitura e gestione di apparecchiature elettromedicali e di laboratorio...) per un periodo contrattuale mai inferiore a 24 anni. Con il project in sanità la remunerazione ottenuta dalla cordata di imprese costruttrici è superiore a qualsiasi altro investimento. Sul versante regionale c´è un ingessamento della programmazione sanitaria in quel territorio, la struttura realizzata rimane di proprietà delle imprese costruttrici per la durata del project (sempre superiore a 24 anni nei numerosi project in sanità avviati nel Veneto) ed esse ricevono dall´Ulss il pagamento del canone di disponibiltà, cioè un canone di affitto; nel caso dell´ospedale unico dell´Alto Vicentino a Santorso, l´Ulss pagherà un canone annuo di 5,4 milioni di euro per 24 anni solamente per poter utilizzare l´ospedale (per l´ospedale all´Angelo di Mestre il canone d´affitto è di 14,4 milioni di euro all´anno per 29 anni). Potrei continuare nell´illustrazione di tanti altri aspetti negativi del project in sanità, ma arrivo alla domanda fondamentale: dove trovano le Ulss le risorse per pagare i canoni? Dal proprio bilancio, cioè dal fondo sanitario, dunque togliendole alla cura dei malati costretti a pagare le prestazioni che la sanità pubblica non eroga. Il fatto che i numerosi project avviati in Veneto per la costruzione di ospedali siano stati affidati sempre agli stessi soggetti, con l´unica eccezione di Castelfranco - Montebelluna, è motivo di indagine della magistratura. A me interessa sottolineare la sordità della Giunta regionale (e dei sindaci dei territori interessati) alle denunce fatte in tempi non sospetti circa i danni alla sanità pubblica e al diritto alla salute dei cittadini derivanti dal ricorso alla finanza di progetto (project financing) per la costruzione di strutture sanitarie, e il rifiuto di stanziare nel bilancio regionale fondi specifici (che allora c´erano) per l´ammodernamento del patrimonio sanitario e sociale della nostra regione.

Claudio Rizzato

Il Giornale di Vicenza, martedì 19 marzo 2013 – LETTERE – Pagina 70

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