Rizzato: «Pd, è ora di rottamazione locale»

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L´INTERVISTA. Tra i Democratici berici si è creata una fronda alla segreteria provinciale: una “strana intesa” anti-lettiana tra anime diverse che oggi sono minoranza
Rizzato: «Pd, è ora di rottamazione locale»

di Marco Scorzato

L´ex Ds “alleato” dei renziani di Marchioro: «Finora il partito è stato un comitato elettorale Noi l´alternativa al congresso»

La strana alleanza: un ex Ds fedele al concetto politico di “sinistra” insieme con un moderato ex lettiano diventato il capofila dei renziani berici, a loro volta insieme con la deputata ex portavoce di Bersani e oggi in fuga - dice lei - dal correntismo. Un paio di settimane fa, con un documento finito in direzione provinciale, nel Pd vicentino si è creata una strana alleanza che vedeva Claudio Rizzato, Diego Marchioro e Alessandra Moretti - e un´altra decina di firmatari - chiedere le dimissioni da segretario provinciale di Federico Ginato, neodeputato dell´area-Letta (blocco ex Margherita), quella dominante tra i Democratici vicentini. È la voce di una minoranza variegata che, a pochi mesi dal congresso, unisce le forze in ottica “neorottamatrice”. Il documento è stato sonoramente bocciato, ma per i firmatari la battaglia politica è solo all´inizio. E l´ex consigliere regionale Rizzato è uno dei suoi ispiratori. Rizzato, lei con i renziani Marchioro, Filippo Crimì, Gianluca Ghirigatto e poi con Alessandra Moretti, Francesca Lazzari e altri: che c´azzecca, direbbe Di Pietro? Che alleanza è? È un “laboratorio”, un nucleo che nasce nel Vicentino e che guarda al futuro del partito in questa provincia. Vogliamo capire se si riesce a fare un congresso partendo da un´analisi obiettiva dello stato di salute del partito, del modo di valorizzare le competenze, di aggregare le idee. E tutto ciò non si può fare senza questa alleanza di “opposizione interna”? No, perché il partito finora non è stato tutto questo: vogliamo un congresso in cui non ci s´impicca sui nomi, ma in cui si discuta di quale Pd vicentino vogliamo. In verità questo lo dice anche l´attuale dirigenza... Loro parlano di “progetto” ma sono stati finora più attenti a costituire un comitato elettorale permanente in cui si sono garantiti i posti, di qua e di là. Ma il segretario provinciale Ginato dice che il Pd vicentino non è mai stato così forte: oggi vanta sei parlamentari... Sì, abbiamo sei parlamentari, siamo forti e felici... ma in realtà è il frutto della legge elettorale, che quando vince Berlusconi chiamiamo Porcellum e quando vinciamo noi si chiama premio di maggioranza. Acido. Se guardiamo bene, il Pd nel Vicentino è passato dai 133 mila voti delle Politiche 2008 ai 100 mila di quest´anno: ne abbiamo persi 33 mila. Per rilanciarci dobbiamo diventare un partito che conta, che incide nella vita dei vicentini, e per farlo servono proposte e idee. Può essere più esplicito? Ad esempio: facciamo la nuova Valsugana con il project financing che devasta l´ambiente? E sugli ospedali in project financing che diciamo? Già. Che dite? Sono temi cruciali sui quali il Pd provinciale non prende posizione. E lo dice uno che nel 2010 aveva sostenuto Ginato. Ma qui si sta perdendo lo spirito originario del Pd, un partito aperto che parli alla società. Obiezione: questa è la battaglia degli “esclusi” per trovare un posto al sole nel partito? Il contrario: siamo partiti dalla constatazione che se il Pd resta solo un comitato elettorale che procura una carriera politica a Tizio o a Caio, allora non abbiamo un futuro. Anzi, tengo a dire che non ho mai chiesto, a differenza di altri, di essere nominato in qualche ente o società di nomina partitica. Tra lei e i renziani ci sono però idee politiche diverse: socialdemocrazia e liberaldemocrazia non sono la stessa cosa... Io penso che il Pd debba stare nel Socialismo europeo, Marchioro ha un´altra idea... Però ci siamo detti: sul piano nazionale ognuno farà le sue scelte, ma sul piano locale va fatto un altro ragionamento comune. Tradotto: vi unite contro i lettiani? Stiamo elaborando un manifesto per la società vicentina, proposte concrete che abbiano titolo ad essere discusse al congresso provinciale. E la candidatura? Beh, bisognerà trovarla. Rizzato, lei non va in direzione provinciale da 3 anni. È vero, perché non condivido ciò che ha fatto questo gruppo dirigente che mi è stato ostile: nel frattempo però ho girato i circoli e fatto tanta politica, dibattiti sulla sanità e altri temi. Come definirvi, allora: i rottamatori di questa segreteria? È un concetto che può accomunare lo spirito delle figure che avevano chiesto le dimissioni di Ginato. Vogliamo modificare metodi e comportamenti: se questo è rottamare...

Il Giornale di Vicenza, sabato 29 giugno 2013 – CRONACA – Pagina 16

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