Lettiani su Renzi, i rottamatori Pd insorgono

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DEMOCRATICI AI CONGRESSI. A fine settimana si decideranno le regole per rinnovare le segreterie a tutti i livelli. Le forze si ri-posizionano e sale la tensione interna

Lettiani su Renzi, i rottamatori Pd insorgono

di Marco Scorzato

Ginato e Possamai con prudenza: «Vediamo i programmi. E il livello locale è altra cosa». Ma Ghirigatto attacca: «Questo è trasformismo»

«Tra un po´ saremo tutti renziani». Qualche settimana fa molti lo sussurravano, tra i dirigenti locali del Partito democratico: chi per auspicio, chi per timore, chi per puro realismo politico. Previsione iperbolica, ma non troppo. A inizio estate, Matteo Renzi sembrava non candidarsi alla segreteria e l´essere «tutti renziani» si riferiva al sostegno all´ipotetico candidato premier. Ora che invece ha deciso di correre per guidare il partito, quel «tutti renziani» si conferma ma cambia sfumatura. E poi un conto è il livello nazionale, un altro il congresso provinciale. Tanto che nel Vicentino già si apre un nuovo fronte: renziani della prima ora (rottamatori) contro neorenziani.
VIRATA LETTIANA. L´endorsement dell´ex Dc Dario Franceschini ha inclinato il piano verso Renzi. Le altre figure in pista per il congresso - Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella - stanno più a sinistra. A guardare con interesse a Renzi è l´area lettiana, nel Vicentino maggioritaria, con riferimenti quali Achille Variati (renziano della prima ora, pur senza sganciarsi da Letta) e Angelo Guzzo. Con prudenza, ques´area si sta posizionando.
«Vorrei che il confronto fosse tra facce ma anche tra idee, ma su questo siamo un po´ indietro - premette Ginato -. Allo stato attuale delle candidature, comunque, l´orientamento è su Renzi». Ginato spinge affinché «il congresso provinciale sia autonomo rispetto alle logiche nazionali: io sono stato eletto fuori dalle correnti e ciò ha portato a una gestione del partito non condizionata dai livelli superiori». Stessi concetti espressi da Giacomo Possamai, capogruppo in Consiglio comunale. «Il segretario deve unire e non dividere il partito, e anch´io aspetto l´ufficialità di programmi e candidature. Con queste premesse e allo stato attuale la mia preferenza va a Renzi». In sintonia pure Enrico Peroni, segretario cittadino. «Se sostenuto da un buon documento programmatico Renzi è il candidato più in sintonia con il Paese. È importante che il Pd sia un sostegno al governo Letta e non in competizione». Anche Peroni invoca «l´autonomia del provinciale» e Possamai condivide: «Le correnti verticali hanno fatto male al Pd».
ATTENDISTI E PROGRESSISTI. Non si sbilancia sui nomi, invece, la deputata Alessandra Moretti. «Ho aderito al gruppo dei non allineati, contro le correnti - dice l´ex portavoce di Bersani -. Aspetto i candidati e i programmi. Poi, certo, ho una storia politica che mi condizionerà nelle scelte». Attendista pure la sua collega Daniela Sbrollini. «Finora ho sentito più dichiarazioni che programmi. Perciò mi sento di aspettare le regole, di capire se si delineano altre candidature e con quali proposte». Di certo non renziana, invece, è l´ala sinistra. «Stanti i candidati, direi Cuperlo - dice Gigi Creazzo -. Al Pd serve un vero segretario di partito, intelligente, non retorico. E non sia un dogma la coincidenza tra segretario e candidato premier».
ROTTAMATORI IN TRINCEA. Molti posizionamenti dipenderanno dalle regole (congressi concatenati o no?) che saranno decise sabato dall´assemblea nazionale. Ma attenzione: a livello locale le dinamiche sono diverse. Le etichette nazionali rischiano di far confusione. C´è ad esempio una sinistra rottamatrice - con Claudio Rizzato e Francesca Lazzari - che a Vicenza ha stretto alleanza con i “renziani della prima ora” come Diego Marchioro. Tanto che, al provinciale, il vero nodo sarà la battaglia tra loro, i “rottamatori”, e i “lettiani-neorenziani”. I primi hanno raccolto 120 firme di iscritti per invocare il rinnovamento a livello locale. Sono minoranza, ma combattiva. Il più esplicito è Gianluca Ghirigatto, assessore a Torri: «I nuovi renziani? È trasformismo opportunista». E critica l´attuale segreteria: «È una chiara espressione della corrente lettiana». E ancora: «Noi vogliamo un segretario che faccia quello e basta, e che non si candidi altrove». L´autonomia del congresso provinciale? «Concordo, tanto che noi poniamo al centro del dibattito il tema del rinnovamento, con un documento che viene prima dei nomi».
IL TOTO-SEGRETARIO. Già, i nomi. Chi correrà alla segretaria provinciale? L´ala lettiana potrebbe essere orientata su un nome gradito ai renziani della prima ora, per evitare strappi. È circolato quello - non confermato - della tesoriera Meri Ballico. Ma i rottamatori diffidano del metodo, temono un trappolone. E tra loro c´è chi proporrebbe il bassanese Giovanni Cunico, giovane e renziano. Da sinistra, poi, i due Gigi, Creazzo e Poletto, non resteranno a guardare: quantomeno faranno sentire le loro idee. E in città? Il fronte vicino al sindaco Variati spinge per Sacha Catalano, altri da sinistra (e non solo) hanno chiesto a Poletto. C´è chi scommette che spunterà un´altra figura.

Il Giornale di Vicenza, mercoledì 18 settembre 2013 – CRONACA – Pagina 16