Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

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POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte
di Marco Scorzato
 
Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

POLITICA. Dopo l´assemblea nazionale i sostenitori del segretario-premier e la minoranza interna restano divisi: anche nell´analisi del dibattito

Pd, la sinistra tiene le valigie pronte

di Marco Scorzato

Il cuperliano Poggi: «Trattati da gufi, le nostre idee delegittimate» Rizzato: «Con Renzi politiche più progressiste di Prodi e D´Alema»

Il Partito democratico è un condominio densamente abitato e come in tutti i grandi condomìni le assemblee non sono mai delle passeggiate. Era stracarica di tensioni la vigilia dell´assemblea nazionale del Pd andata in scena domenica a Roma, e forse anche per quelle aspettative il fatto che non si sia stata teatro di strappi fa vedere ai più il bicchiere mezzo pieno. «Siamo scesi timorosi, siamo tornati rincuorati: sarò un´inguaribile ottimista, ma la grande maggioranza di questo partito marcia compatta per cambiare il Paese», dice la vicentina Meri Ballico, tifosissima di Matteo Renzi, reduce dalla trasferta romana. Ma non è dello stesso avviso Stefano Poggi, giovane esponente della sinistra cuperliana, per il quale la rottura resta nel novero delle ipotesi. «Ha ragione Stefano Fassina, condivido il suo sfogo: il segretario ci ha più volte dipinti come sabotatori o gufi o passatisti, in realtà chiediamo solo il rispetto delle nostre idee di minoranza. Fassina ha posto una questione decisiva: c´è spazio nel Pd per chi non la pensa come il segretario? Ad oggi i segnali sono preoccupanti». Nel condominio Pd, ci si divide anche nell´analisi dell´esito dell´assemblea: per i renziani, un passo avanti nella dialettica di un grande partito; per la sinistra, la conferma di un pentolone a rischio esplosione.

GLI INSOFFERENTI. A fare rumore, domenica, è stata la minoranza, con un segretario invece insolitamente pacato e natalizio. A sinistra, lo strappo è evocato come “costrizione”. Per Poggi «il problema non è di antipatie personali ma di linea politica: dietro ad annunci di cambiamenti epocali, le politiche conservatrici di Renzi non stanno incidendo sul nodo centrale, e il ceto medio è sempre più povero e chi si è arricchito nella crisi continua a farlo». Troppo poco a sinistra, questo Pd, anche per l´ex presidente del Consiglio comunale Gigi Poletto, molto critico con il partito sui temi del lavoro, nel giorno dello sciopero. Anche i civatiani mugugnano: il referente provinciale Angelo Tonello, giovane membro dell´assemblea, invita Renzi «a confrontarsi con il sindacato: abbiamo bisogno di concordia, non di divisioni». Almeno nei toni, non è aspro quanto Pippo Civati.

RENZI E LA SINISTRA. «Ma Civati borbotta nei corridoi, cerca i riflettori», punge la renziana Ballico. E lo sfogo di Fassina? «Ci sta, l´ho visto umanamente provato. Ma non vorrei confondere per battaglia di valori quella che a me pare tanto una questione di vita politica personale». Per Renzi a spada tratta anche un altro vicentino in assemblea, Claudio Rizzato. ex Pci-Pds-Ds che si trova oggi a duellare con gli ex “compagni”. «Lo sfogo di Fassina è inspiegabile e Civati ha in testa il congresso continuo - afferma Rizzato -. Ma Renzi ha ribadito che la maggioranza ha il diritto-dovere di portare avanti la propria linea e ha invitato la minoranza a stare dentro al processo di trasformazione del Paese che è già in atto». E rilancia, ribaltando le critiche della sinistra interna: «Le politiche di Renzi sono più di sinistra di quelle dei governi Prodi e D´Alema: quella sinistra ha fallito l´occasione di cambiare l´Italia. Ora Renzi ha imboccato la strada giusta. Ma, ammetto, con Poggi e Poletto su questi discorsi ci dividiamo», conclude sorridendo. Infatti Poggi chiosa: «Io nel Pd anche in futuro? L´adesione a un partito non è una fede: io spero ancora che si possano aggiustare i rapporti, ma non staremo a farci prendere per il naso». Dal condominio non si escludono traslochi.

Il Giornale di Vicenza, martedì 16 dicembre 2014 – CRONACA – Pagina 12