D'Alema smemorato, la sinistra suicida

Inserito in Ultime notizie

L'INTERVISTA. L'ex Ds oggi renziano rilancia il dibattito nel Pd all'indomani dell'attacco incrociato al presidente sfornato dall'ex Pci e da Camusso a Fornaci Rosse
«D'Alema smemorato, la sinistra suicida»
di Marco Scorzato
 
Rizzato: «Macché berlusconiano, Renzi sta facendo le riforme fallite dall'ex premier. Questo governo prende le critiche di chi ha paura del cambiamento»
 
 
 
Massimo D'Alema e Susanna Camusso l'altra sera a Fornaci Rosse
 
D'Alema? Smemorato. Renzi? Coraggioso. La sinistra? Autolesionista. Sono passate meno di 24 ore da quando Susanna Camusso, segretaria della Cgil, e soprattutto Massimo D'Alema hanno bombardato Matteo Renzi e il suo governo dal palco di Fornaci Rosse, il festival della sinistra, e a Claudio Rizzato girano un po' le scatole. Lui, ex Pci-Pds-Ds, come D'Alema; lui «dalemiano al congresso del '94, quando a Vicenza lo eravamo in due o tre, tutti gli altri con Veltroni»; lui che ora è renziano convinto e orgoglioso, e dai suoi ex compagni non accetta lezioni di sinistra; lui che con la fondazione Nordera Busetto fu tra i promotori di Fornaci Rosse, che ora gli riserva il menù più indigesto. Lui che incassa e ribatte per le rime: «D'Alema, con la storia che ha, non può parlare come se fosse atterrato sulla terra ieri...». Rizzato, la sua creatura - Fornaci Rosse - le si è rivoltata contro... (Sorride) È vero, in un certo senso. Era nata come una festa che doveva mettere in rete tutto il centrosinistra. E il primo anno era stata così, dopo le fratture del 2013 e un dialogo interrotto sostanzialmente dopo il governo dell'Unione. Poi il secondo anno sono stati invitati Fassina e Civati...Non molto renziani in verità...Ma noi come Fondazione avevamo deciso di dare sostegno anche in quel caso, solo che poi... Poi? Quest'anno alla conferma di D'Alema... Non c'ha più visto, vero?Abbiamo deciso di non prenderci questa responsabilità. Perché?Veda, io sono sempre stato un sostenitore di D'Alema. Io nel '94 ero tra i pochissimi vicentini a sostenerlo. Quelli che lo applaudivano a Fornaci Rosse sono quelli che nel '99  ai tempi dei bombardamenti in Serbia gli davano del guerrafondaio. Ora  le bombe (politiche) le scaglia su Renzi: "Con questo premier vince il berlusconismo", ha detto. Nemmeno Salvini...D'Alema non può ignorare la propria storia. Renzi mica governa con Berlusconi. Ed è D'Alema ad essersi fidato di Berlusconi con la Bicamerale, e sappiamo com'è finita. Dirò di più: D'Alema non l'ha mica rottamato Renzi. E chi allora? È stato Bersani, per farsi vedere più rinnovatore di Renzi. E gli è andato benissimo il Porcellum, con cui ha piazzato fedelissimi e amici in lista. Però il Massimo se la prende con il Matteo... Il bello è che Renzi sta arrivando a fare, in modo molto più soffice, le riforme che D'Alema non è riuscito a fare. Soffice? Sì. Questa riforma della Costituzione non è certo in senso autoritario. Ma se lo ricorda D'Alema il semipresidenzialismo alla francese che gli piaceva tanto ai tempi della Bicamerale? E il "Renzi berlusconiano"? Accusa infondata. Non la accetto da chi si è dimenticato di fare la legge sul conflitto di interessi. Ma è anche questa il frutto di una carenza culturale di tutta un'area, quella da cui provengo.Gli ex Ds? Sì. Chi si oppone a Renzi, oggi, viene da quell'area: è un istinto suicida, autolesionista, di una classe dirigente che non ha cultura di governo e che non vuole prendersi la responsabilità del cambiamento. Forse è questione di linea politica: Renzi nasce centrista. Ma no, la linea politica non c'entra. E Renzi fa più politiche di sinistra di tutti i governi di centrosinistra che abbiamo avuto, da Prodi a D'Alema. Ad esempio? Unioni civili: chi le ha fatte? E la legge sul "dopo di noi"? E chi ha portato il Pd nel Partito socialista europeo? Ma questo Pd scricchiola un po'... Ricordo che quando nacque il Pd gli ex Ds avevano la golden share: avevano più dirigenti, più voti, e il patrimonio. Se dopo Veltroni e Bersani la segreteria l'ha presa Renzi, qualcuno dovrebbe fare un po' di autocritica. In che senso? La golden share se l'è mangiata chi, invece di portare nel Pd i valori della sinistra, si è perso a piazzare i suoi in giro per l'Italia. La stessa logica per cui il Veneto è stato appaltato a Enrico Letta. La critica più ingiusta a Renzi? Dire che sta distruggendo il Pd. No, il Pd lo hanno distrutto prima, senza coraggio, sostenendo Monti, perdendo il contatto con il territorio. Muova lei una critica a Renzi. Ha sbagliato alle prime uscite a dare l'idea che tutto si potesse risolvere con la rottamazione. Intanto i dalemiani si armano per far vincere il No al referendum. Io credo che se chi ha votato in parlamento questa riforma ora fa campagna per il No, il giorno dopo il referendum è fuori dal Pd. Non è questione di libertà di coscienza, ma di coerenza. C'è spazio per un suo ritorno (senza D'Alema) a Fornaci Rosse? Spero di sì. Stefano Poggi e Matteo Cocco, gli organizzatori, hanno sempre voluto invitare anche i renziani: io c'ero, ma quel fronte non ha mai creduto di partecipare. Secondo me, sbagliando.
 
Il Giornale di Vicenza, mercoledì 31 agosto 2016

 

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.