Salvaguardia dell’occupazione alla Salvagnini Italia S.p.A. di Sarego (Vicenza): cosa fa la Regione?

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Salvaguardia dell’occupazione alla Salvagnini Italia S.p.A. di Sarego (Vicenza): cosa fa la Regione?
Presentata il 23 marzo 2010 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato

Premesso che:

-          l’azienda Salvagnini Italia S.p.A. di Sarego, leader mondiale nella lavorazione in alta tecnologia della lamiera, ha comunicato di voler metter in mobilità 144 dei 598 dipendenti con alte qualifiche professionali; 

-          l’azienda ha respinto la proposta dei lavoratori e dei loro rappresentanti di stipulare contratti di solidarietà;

-          l’azienda ha chiesto il taglio del premio fisso aziendale di circa 100 euro mensili che ad oggi ha contribuito a sostenere i lavoratori, compresi quelli in Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, e il taglio dell’indennità di trasferta, già non indicizzato al costo della vita da otto anni;

-          l’Azienda ha rifiutato altresì la concertazione di un piano strategico per la produzione;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede alla Giunta Regionale e all’Assessore al Lavoro

-          quali azioni intende mettere in atto per salvaguardare l’occupazione dei lavoratori e delle lavoratrici della Salvagnini Italia S.p.A. ed evitare una situazione di estremo disagio per le loro famiglie;

-     se intende promuovere con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti per tutelare l’occupazione in una provincia sempre più colpita dalla crisi economica in atto e per evitare la perdita di figure professionali di alto livello e qualità così importanti per la nostra provincia e per la nostra regione.

 

 

           

 

 

 

STOP DELLE ATTIVITA' ALLA TINTORIA OLIMPIAS DI GRUMOLO DELLE ABBADESSE (VI): COSA FA LA REGIONE PER TUTELARE I LAVORATORI ED EVITARE LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE IN VENETO?

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STOP DELLE ATTIVITA' ALLA TINTORIA OLIMPIAS DI GRUMOLO DELLE ABBADESSE (VI): COSA FA LA REGIONE PER TUTELARE I LAVORATORI ED EVITARE LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE IN VENETO?
Presentata il 19 marzo 2010 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato

Premesso che:

- la tintoria Olimpias di Grumolo delle Abbadesse (VI), satellite della Benetton come azienda terzista, a seguito della riduzione drastica delle commesse da parte del gruppo trevigiano è stata costretta tre settimane fa al fermo totale dell'attività;

- le difficoltà della tintoria Olimpias, che lavora per l'80% per la Benetton, risalgono al dicembre 2009: da allora molti dei 130 dipendenti si trovano in Cassa integrazione;

- secondo gli accordi sottoscritti, il periodo di Cassa integrazione dei lavoratori durerà fino al prossimo dicembre, ma è probabile che l'azienda possa decidere di ridimensionare il proprio organico o di chiudere i battenti;

- lo stop totale pare sia dovuto alle diverse strategie del Gruppo Benetton, tra le quali la delocalizzazione dell'attività in Tunisia;

- i vertici dell'Olimpias hanno comunicato in questi giorni alle rappresentanze sindacali che "non ci sono le condizioni per una ripresa dell'attività" e già il campionario di luglio non verrà fatto;
- questo ha determinato tra i lavoratori sconcerto e forte preoccupazione.


Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede alla Giunta regionale e all'Assessore al Lavoro


1) quali azioni intendono mettere in atto per scongiurare la chiusura della tintoria "Olimpias" di Grumolo delle Abbadesse e i conseguenti licenziamenti dei lavoratori e delle lavoratrici;

2)  se intendono promuovere con urgenza l'apertura di un tavolo di confronto tra le parti per individuare possibili soluzioni e interventi, al fine di mantenere i livelli occupazionali in una provincia fortemente colpita dalla crisi economica in atto e per evitare la delocalizzazione delle attività produttive in un momento di grave crisi per il mondo del lavoro e la produzione nella nostra regione.

 

 

           

 

 

 

TAGLI ALLA "MECC ALTE" DI CREAZZO (VI): COSA FA LA REGIONE PER TUTELARE I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE?

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TAGLI ALLA "MECC ALTE" DI CREAZZO (VI): COSA FA LA REGIONE PER TUTELARE I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE?

Presentata il  12 marzo 2010 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato

Premesso che:

- la proprietà della "Mecc Alte" di Creazzo (Vi), leader a livello internazionale nella produzione di alternatori sincroni, avrebbe annunciato il taglio di 80 dei trecento dipendenti;
-  per contestare tale ipotesi i lavoratori hanno attuato nei giorni scorsi alcune ore di sciopero, che hanno visto la presenza di operai e impiegati assieme ai rappresentanti sindacali;
- alla proprietà viene contestata l'ipotesi dei licenziamenti essendoci ancora ammortizzatori sociali da poter utilizzare, basti pensare che nell'ultimo anno l'azienda ha utilizzato la cassa integrazione ordinaria per 13 delle 52 settimane a disposizione;
- è mancato finora un tavolo di discussione tra le parti per valutare soluzioni diverse dai licenziamenti o riduzioni salariali;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede alla Giunta regionale e all'Assessore al Lavoro

- quali azioni intendano mettere in atto per scongiurare i licenziamenti presso la "Mecc Alte" di Creazzo e spingere la proprietà ad utilizzare gli ammortizzatori sociali;
- se intendano promuovere con urgenza l'apertura di un tavolo di confronto tra le parti per individuare ogni possibile intervento al fine di mantenere i livelli occupazionali in una provincia già duramente colpita dalla crisi economica in atto.
 

 

           

 

 

 

Località S. Vito di Bassano, Trenitalia: disservizi e danni alle case e alla salute degli abitanti!

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Località S. Vito di Bassano, Trenitalia: disservizi e danni alle case e alla salute degli abitanti!

Presentata il  12 febbraio 2010 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato

Premesso che:

-          a partire dal 2008, con l’introduzione dei nuovi treni chiamati “Minuetto” sulla linea Bassano-Trento e Bassano-Venezia, i residenti a ridosso della via ferrata nelle zone dei comuni di San Vito, Pove, Solagna e Cassola stanno assistendo alla progressiva distruzione delle loro abitazioni;

-          le vibrazioni prodotte dai convogli, la manutenzione insufficiente, i cerchi delle ruote ovalizzati e le balestre delle sospensioni distrutte hanno infatti reso questi treni una minaccia per l’integrità fisica degli edifici;

-          a parte i danni materiali, come reso evidente dai segni delle fessurazioni sulle pareti delle case, bisogna poi tener conto di quelli psicologici di chi è costretto a subire in 20 ore il passaggio di ben 36 treni, di cui il primo alle cinque del mattino;

-          i residenti hanno più volte sollecitato un intervento da parte di Trenitalia senza però ottenere alcun risultato;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede all’Assessore alle Politiche della Mobilità e Infrastrutture

-          se non ritenga necessario far predisporre al più presto una perizia al fine di valutare lo stato delle abitazioni e l’agibilità quantificando i danni provocati e facendosi carico delle spese cui i cittadini andranno incontro;

-          come intende agire nei confronti di Trenitalia per ridurre i disagi e i danni patiti dai cittadini.

           

 

 

 

Tagli alla Dainese di Molvena (VI): cosa fa la Regione per tutelare i lavoratori e le loro famiglie?

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Tagli alla Dainese di Molvena (VI): cosa fa la Regione per tutelare i lavoratori e le loro famiglie?

Presentata il  20 gennaio 2010 dal Consigliere Regionale Claudio Rizzato

Premesso che:

-          la Dainese SpA di Molvena (VI) ha sottoscritto nei giorni scorsi con Sindacati, Provincia e Assindustria un accordo che prevede la concessione dello stato di crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto con il conseguente ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per un anno per 120 addetti e un taglio di ottanta unità (su un totale di 250 lavoratori attualmente in forza);

-          tale scelta è stata motivata dal fatto che l’azienda ha subito nel secondo semestre del 2008 e per tutto il 2009 una rilevante contrazione delle vendite, sia in termini di volumi di prodotti che in termini di fatturato. La situazione ha origine sia dalla forte contrazione dei consumi e dell’immatricolato del settore moto, che dalla particolare situazione di competitività generata da produzioni concorrenti totalmente effettuate in paesi a basso costo del lavoro e che ha sostanzialmente tolto dal mercato il segmento di produzione nazionale;

-          secondo l’azienda è stata accertata la sopravvenuta incompatibilità dei costi di produzione interna precedentemente sopportati grazie alla capienza della marginalità complessiva, rendendo necessario un intervento anche sulla struttura degli organici;

-          in sostanza l’accordo prevede il mantenimento esclusivamente delle produzioni di nicchia (campionari, prototipi, tute per piloti), il design e la progettazione, mentre tutta la produzione potrebbe essere delocalizzata negli stabilimenti tunisini che attualmente impiegano in totale 500 persone;

-          degli ottanta lavoratori in esubero, il 90% sono donne, da molti anni ferme nello stesso reparto; ci sono anche intere famiglie di Molvena che lavorano in questa fabbrica e che sono coinvolte da cassa integrazione e mobilità;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Regionale
chiede alla Giunta Regionale

- quali azioni intende mettere in atto per scongiurare la delocalizzazione delle produzioni della Dainese SpA all’estero e per impedire che siano utilizzati a sostegno finanziamenti pubblici attraverso la finanziaria regionale Finest Spa partecipata anche dalla Regione Veneto con il Friuli Venezia Giulia;

-  di avviare le procedure per anticipare ai lavoratori il trattamento di CIGS in caso di ritardo dell’INPS;

- di dare garanzie  e definire interventi adeguati di riqualificazione affinché i lavoratori possano essere ricollocati a pieno titolo nell’attività lavorativa.