Sondaggio scuote le primarie del Pd Sfida di Martina

Inserito in Notizie

SINISTRA. I Verdi si alleano con Pizzarotti

Sondaggio scuote le primarie del Pd Sfida di Martina
 
Lancia un messaggio a Zingaretti: il segretario deve fare solo quello
 
Il segretario del Pd Martina

ROMA I congressi regionali del Pd danno un assaggio delle opportunità e dei rischi che potrebbe correre quello nazionale: mentre nel Lazio si è recato a votare un numero di militanti assai superiore rispetto al 2014, in Sicilia è scattata una guerra dei ricorsi che mette in discussione le primarie regionali del 16 dicembre. In questo contesto in cui sembrano polarizzarsi renziani e antirenziani, Maurizio Martina ha lanciato a Bologna il tour del suo ticket con Matteo Richetti, che mira a spezzare proprio questa polarizzazione. Intanto all'Assemblea nazionale dei Verdi, a Chianciano, ha mosso i primi passi un'Alleanza con i civici di Federico Pizzarotti, in vista delle Europee, un nuovo soggetto con cui il Pd in prospettiva potrebbe dialogare. Mentre anche localmente è emersa una polarizzazione tra renziani e non renziani. In Toscana ha vinto la renziana Simona Bonafè, in Lombardia si è invece affermato Vinicio Peluffo (insediatosi sabato) che ha battuto il renziano Eugenio Comencini. Ieri notte sono giunti i risultati del Lazio dove Bruno Astorre, vicino a Zingaretti, si è imposto. Il dato inaspettato sono i 60mila votanti, rispetto ai 50mila del 2014. Il partito «è vivo e vegeto» ha esclamato Stefano Pedica. In Sicilia, invece, sono stati sospesi i congressi provinciali, e il presidente della commissione nazionale di garanzia, Roberto Montanari, volerà a Palermo domani per provare a mettere fine alla guerra di ricorsi. In campo il renziano Davide Faraone e Teresa Piccione, sostenuta dall'area che a livello nazionale appoggia Zingaretti. Maurizio Martina da Bologna (andrà anche a Milano e Napoli) ha respinto l'idea di «un congresso-referendum» tra renziani e anti-renziani. Una prospettiva che fa paura a molti militanti e anche agli iscritti, che nella prima fase selezionano i tre candidati che vanno alle primarie: «Serve un congresso libero», ha detto, «sulle idee, fuori dai correntismi», perché dopo «occorre ricostituire la comunità», difficile se le primarie diventano un referendum su Renzi. E poi l'affondo su Zingaretti: «Al Pd serve un segretario che faccia solo il segretario, perché la sfida è enorme. Un segretario che si dedichi anima e corpo a questa sfida, senza avere altri incarichi», come quello di governatore del Lazio. Zingaretti risulta però in testa anche in un sondaggio sulle primarie realizzato da Antonio Noto, di significato relativo dato che dà per acquisito che alle primarie arrivino Zingaretti, Minniti e Martina, ai quali andrebbero rispettivamente il 39, il 32 e il 29%. Un rilevamento che ha fatto arrabbiare gli altri candidati, Francesco Boccia, Cesare Damiano e Dario Corallo. Intanto nel centrosinistra si profila una alleanza tra Verdi e le liste civiche di Italia in Comune di Pizzarotti già alle Europee, per superare la soglia di sbarramento del 4%.

Il Giornale di Vicenza, Lunedì 03 Dicembre 2018

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.